I medici: "Manuel non camminerà più". I sospettati: "Sparato per errore"

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

giovedì 7 febbraio 2019

"Manuel non camminerà più". Questa la sentenza dei medici per Manuel Bortuzzo, nuotatore romano originario di Treviso ricoverato al San Camillo a seguito di un proiettile che ha centrato la sua schiena. A detta del professore Alberto Delitala "Nonostante la decompressione del midollo, eseguita con i mezzi più avanzati, il midollo spinale non conduce. Abbiamo fatto una valutazione con i potenziali evocati, ossia uno studio bioelettrico della conducibilità midollare e c'è una lesione midollare completa. Questo purtroppo vuol dire che, con le attuali conoscenze della scienza neurologica, al momento consideriamo che non possa esserci una ripresa funzionale del movimento delle gambe. Appena i colleghi lo riterranno fuori pericolo e lo avvieranno a uno svezzamento dal respiratore imposteremo un trasferimento in un centro di riabilitazione per consentire al paziente di riprendere una vita anche in presenza di una lesione midollare".

Molte sono le persone che gli sono state vicine durante l'intervento tramite i social: tra questi Matteo Salvini, che promette di mettere in galera chi ha sparato, e Filippo Magnini, ex capitano della nazionale di nuoto italiana, oltre al suo allenatore Stefano Morini e al presidente della Federnuoto Paolo Barelli.

Nel mentre, è stato scoperto chi si celava dietro ai volti dei due uomini coinvolti nella rissa a causa di cui sarebbe partito lo sparo verso Manuel, scambiato per un'altra persona: si tratta di Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, ai quali la polizia sarebbe giunta grazie alle registrazioni delle telecamere, alle descrizioni dei testimoni, che avevano riferito dello strano taglio di capelli di uno dei due, e al ritrovamento dell'arma, un revolver calibro 38 abbandonato nei pressi del pub in Piazza Eschilo dove si è consumato l'assalto.

Fonti[modifica]