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I servizi di televisione a pagamento tramite Internet illegali usati dal 45% dei thailandesi che naviga su Internet

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

lunedì 19 novembre 2018

Bandiera della Thailandia

Da un sondaggio commissionato dalla coalizione contro la pirateria dell'associazione delle industrie audiovisive asiatiche (associazione comprendenti multinazionali del settore audiovisivo ed associazioni sportive), realizzato da YouGov, i cui risultati sono stati resi noti mercoledì scorso, è emerso che il 45% dei thailandesi che naviga su Internet utilizza servizi di contenuti video (sia canali televisivi che video on demand) online illegali tramite apparecchi da collegare al televisore provvisti di applicazioni preinstallate atte allo scopo, escludendo quindi gli apparecchi che potrebbero installarle ma non le hanno all'acquisto, pagando per il servizio una cifra inferiore a quella richiesta dai servizi legali; di questi il 47% lo ha acquistato da negozi online di grandi dimensioni del Sud-Est asiatico mentre il 31% lo ha fatto tramite un social media specifico. In conseguenza di ciò oltre i due terzi dei possessori hanno disdetto le proprie sottoscrizioni ai servizi legali, con il 24% di essi che ha disdetto un servizio nazionale ed il 30% un servizio panasiatico o internazionale, percentuali che aumentano nella fascia d'età 18-24.

Preoccupazione è espressa da Neil Gane, direttore generale dell'ente che ha commissionato il sondaggio, mentre il parlamento thailandese a breve esaminerà alcuni emendamenti governativi alla locale legge sul diritto d'autore, presentati dal dipartimento della proprietà intellettuale, entità del locale ministero del commercio, per contrastare la fabbricazione e la circolazione di questa tipologia di apparecchi.

Fonti

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