Il Museo di Saludecio e del Beato Amato espone il "leone col rossetto" di Andy Warhol

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

lunedì 8 ottobre 2018

Andy Warhol, autore del "Lion" esposto al Museo di Saludecio e del Beato Amato, in una fotografia di Jack Mitchell (1925–2013).

A partire da sabato 13 ottobre 2018 fino a domenica 13 gennaio 2019, in occasione della XIV edizione della Giornata del Contemporaneo organizzata dall'Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani (AMACI), il Museo di Saludecio e del beato Amato, in provincia di Rimini, esporrà l'opera grafica dell'artista americano Andy Warhol dal titolo "Lion", edita nel 1975 da Bolaffi.

La mostra temporanea è stata intitolata "Un leone col rossetto", con riferimento alle macchie di colore rosso acceso che l'artista disegnò sul muso dell'animale, a mo' di trucco. Tale rappresentazione sembra richiamare alla mente il volto di Grace Jones, amica dell'artista, che fu probabilmente la sua musa ispiratrice per quest'opera.

Andy Warhol, con i suoi emblematici ritratti di personaggi famosi (tra cui Marilyn Monroe, Mao Zedong e Che Guevara), divenne uno dei maggiori esponenti della Pop art (o "arte popolare"), corrente artistica che si affermò nella seconda metà del XX secolo proprio grazie a Warhol e alle sue opere. Si sa inoltre che Warhol era un cattolico particolarmente praticante e devoto, sebbene volesse tenere privato questo aspetto della sua vita, come se fosse "geloso" della sua fede.

Fino alla prima domenica di Avvento (2 dicembre 2018) la liturgia della Chiesa Cattolica è affidata al Vangelo di San Marco, il quale ha come attributo iconografico il leone. Tale apparente coincidenza è stata voluta appositamente e spiegata dall'Arch. Marco Musmeci, direttore del museo, come un modo per stimolare il dialogo ecumenico attraverso l'opera contemporanea di Warhol, riallacciando la mostra all'intento originario del museo. Il Museo di Saludecio e del Beato Amato è infatti intitolato al Santo Amato Ronconi, religioso del XIII secolo che compì numerosi pellegrinaggi (a Rimini, sul Monte Titano e a Santiago de Compostela), professando una vita dedita all'accoglienza dei pellegrini (che ospitava nella sua casa) e al dialogo tra culture differenti.

All'interno del museo, inaugurato il 10 novembre 2001, sono inoltre esposte quasi trecento opere che hanno come filo conduttore la vita culturale, artistica e religiosa di Saludecio e del circostante territorio della Valconca.

Fonti[modifica]