Il centrodestra si riunisce sotto l'idea delle elezioni anticipate

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martedì 22 gennaio 2008

I contrasti che nei mesi precedenti hanno fatto pensare ad un possibile crollo dell'alleanza tra i partiti del centro-destra sembrano ora colmati, grazie alla difficile situazione del Governo, sulla quale tenuta si rincorrono molte voci, dopo che Clemente Mastella e l'UDEUR hanno lasciato la maggioranza.

Il leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, ha fatto sapere che, in caso di elezioni anticipate con l'attuale sistema di voto, l'attuale opposizione si presenterà unita: "Con questa legge elettorale non c'è dubbio che sarà così, andremo tutti insieme come alleati e con Berlusconi candidato premier".

Pier Ferdinando Casini, leader dell'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, intervistato per la rivista Tempi, dichiara: "Se si apre la crisi, non vedo alternative alle elezioni. Mi è anche chiaro però che, vinciamo noi, vincono loro, non importa. Oggi all'Italia serve una cosa sola: un governo di responsabilità nazionale".

Le reazioni nella maggioranza[modifica]

Sul fronte dei partiti della maggioranza, molti considerano le elezioni anticipate. Per l'Italia dei Valori, il partito di Antonio di Pietro, parla Massimo Donadi, che dice: "Sosterremo Prodi, come abbiamo sempre fatto, con lealtà e fino all'ultimo voto. Se però il governo dovesse cadere si vada subito alle urne. Il Paese non può più tollerare lo stallo della politica e delle istituzioni".

Sulle elezioni, in caso di sfiducia a Romano Prodi, parlano anche i Verdi con il ministro Alfonso Pecoraro Scanio, anch'esso al centro della scena politica; infatti, domani al Senato si voterà la mozione di sfiducia nei suoi confronti, presentata dall'opposizione. Il ministro ha detto che "non ci sono le condizioni per un governo istituzionale".

Intanto, i partiti della sinistra radicale che fanno capo alla federazione de La Sinistra/l'Arcobaleno, hanno "accettato la sfida" di Walter Veltroni, che negli scorsi giorni ha dichiarato che il PD e Forza Italia si sarebbero dovuti presentare da soli alle prossime elezioni; Giovanni Russo Spena, del PRC, ha fatto sapere che i quattro partiti dell'ala sinistra dell'attuale maggioranza concorreranno da soli alle consultazioni elettorali.

Fonti[modifica]