Il sindaco di Pescara agli arresti domiciliari, Carlo Toto indagato

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martedì 16 dicembre 2008

Il municipio di Pescara

La stessa notte nella quale Giovanni Chiodi è divenuto il Presidente della Regione Abruzzo, il sindaco di Pescara, e segretario regionale del Partito Democratico Luciano D'Alfonso, è stato arrestato dalla Procura della Repubblica, guidata dal gip De Nisis, e dal capo della squadra mobile Nicola Zupo, ovvero, colui che aveva decapitato la giunta di centro-sinistra, della città di Montesilvano (PE).

Luciano D'Alfonso è indagato per presunte tangenti provenienti da un imprenditore nel settore cimiteriale, presidente della società FIDIA, che gestisce i due cimiteri della riatica, Massimo De Cesaris, che avrebbe pagato tangenti da 200.000 euro al sindaco per appaltare i cimiteri di Pescara. Altro capo d'accusa, attribuirebbe al noto imprenditore Carlo Toto, facente parte della cordata CAI, delle tangenti pagate sempre al sindaco per un appalto da 80 milioni di euro. L'imprenditore, avrebbe offerto - secondo l'accusa - viaggi gratuiti sulle flotte AirOne, pagato un autista factotum e offerto denaro a D'Alfonso. Accuse, queste, che il Tribunale di Pescara, che già sta indagando sull'ex Presidente Ottaviano Del Turco, dovrà confermare o meno.

L'unica cosa certa, è che, i cittadini pescaresi, dovranno tornare alle urne per l'ennesima volta in primavera; questa volta, forse, l'astensionismo potrebbe essere ancora più alto.

Una giornata di smentite[modifica]

La casa di Luciano D'Alfonso a Pescara

La giornata di ieri, si era annunciata difficile per il sindaco: continue erano le voci che giravano per la città, tanto è vero che, le reti locali, cominciavano a trasmettere la notizia del suo arresto. Alle 18.07, il sito del comune di pescara pubblica un comunicato stampa nel quale si dice:

« Poiché in tanti mi stanno chiedendo se sia vero che mi disimpegno dall’attività politica e dall’attività amministrativa pubblica, mi preme dare una sola risposta: ho trascorso anche questa giornata, come le precedenti, a programmare l’attività dell’amministrazione comunale nell’interesse della città »
(Luciano D'Alfonso, 15 dicembre 2008, Comunicato stampa)

Questa dichiarazione è seguita da una sua apparizione in televisione, dove, rassicurando la popolazione, annuncia le sue probabili dimissioni dalla segreteria del Partito Democratico ma nega la possibilità di un eventuale rinuncia alla guida della città. Alle 22.30, il gip Luca De Nisis, ha notificato il mandato di arresto, inviando la squadra mobile, guidata da Nicola Zupo, su richiesta del pubblico Ministero Gennaro Varone.

Fonti[modifica]