Iran: Khamenei conferma Ahmadinejad alla presidenza

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lunedì 3 agosto 2009


L'ayatollah Alī Ḥoseynī Khāmeneī, in una cerimonia pubblica, ha confermato Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza dell'Iran, nonostante i mesi di proteste degli oppositori politici che avevano duramente contestato il risultato elettorale, denunciando brogli in favore di Ahmadinejad, che sarebbe stato sconfitto alle urne da Mir Hosein Musavi.

Per la guida suprema della teocrazia iraniana, «La vittoria di Ahmadinejad è il frutto di una battaglia contro l'arroganza e per la giustizia», mentre i candidati dell'opposizione hanno duramente condannato la riconferma del presidente uscente, bollando l'esecutivo che si andrà a formare nei giorni a venire come «illegittimo».

Secondo i dati ufficiali pubblicati all'indomani della chiusura dei seggi, Mahmoud Ahmadinejad avrebbe ricevuto il 63% delle preferenze, con Musavi fermo al 34%. I risultati, duramente contestati dal popolo iraniano, hanno generato scioperi e proteste soffocate con una durissima repressione che ha fatto vittime e numerosi arresti. Proprio le proteste, secondo il rieletto presidente, sarebbero state preparate con l'appoggio di altre nazioni: «Io dico ai governi che si intromettono - ha dichiarato Ahmadinejad - che avete commesso un'ingiustizia contro il popolo durante questa elezione e che avete utilizzato male i vostri mezzi politici e finanziari».

Al massimo entro quindici giorni il governo sarà formato, mentre tra due giorni il presidente si recherà al Parlamento per il consueto giuramento.

Fonti[modifica]