Israele: la Livni non trova accordi per il nuovo governo, verso le elezioni anticipate

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domenica 26 ottobre 2008

Il premier israeliano Tzipi Livni ha informato telefonicamente il presidente Shimon Peres dell'impossibilità di arrivare ad un accordo per la formazione del nuovo governo. Si fa sempre più strada quindi l'ipotesi di elezioni anticipate, necessarie se il presidente Peres dovesse rendersi conto che nel parlamento attuale (Knesset) non vi sia nessuno in grado di formare un nuovo governo. La stampa israeliana ipotizza che si possa andare alle urne presumibilmente verso la metà di febbraio.

Gli accordi per la creazione del nuovo esecutivo sono falliti a causa del rifiuto della Livni a concedere nuovi fondi per il welfare richiesti dal partito religioso dello Shas, che ha di conseguenza opposto un netto rifiuto all'appoggio della coalizione. La Livni aveva precedentemente ottenuto l'accordo con i laburisti ed i comunisti del Meretz, ma, afferma la Livni, «quando mi sono trovata a dover scegliere fra i continui ricatti oppure elezioni anticipate, ho preferito le elezioni».

Dopo questo fallimento la Knesset, che domani inizierà la sessione invernale, avrà vita breve prima dello scioglimento. Infatti dopo l'annuncio del premier del fallimento dei negoziati per la formazione del nuovo governo, il presidente Peres nei tre giorni successivi potrà tentare nuove consultazioni, e nelle tre settimane successive può essere presentato un nuovo candidato premier che abbia ottenuto il voto di almeno 61 dei 120 parlamentari della Knesset.

Se, come sembra, nessun candidato verrà presentato dopo queste tre settimane, si inizierà la campagna elettorale che dura 90 giorni.

Le elezioni si svolgono al termine della campagna elettorale nell'ultimo martedì a disposizione, che sarebbe, come affermato dal quotidiano israeliano Hàaretz, il 17 febbraio. Un'altra possibilità, anche se remota in quanto nessuno pare interessato a rimandare ancora il voto, e quella che i leader dei diversi partiti israeliani si accordino per una data specifica approvando a questo scopo una legge.

Fonti[modifica]