Italia: abolizione dei costi di ricarica, si va verso il rinvio

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martedì  13 febbraio 2007

Potrebbe scattare domattina il rinvio per l'annunciata abolizione dei costi di ricarica: alcuni parlamentari, infatti, starebbero preparando una bozza di modifica del decreto Bersani, per far slittare l'abolizione di altri quattro mesi.

Il decreto legge stabilisce che gli operatori debbano adeguare la propria offerta commerciale entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto. Il termine massimo, contando l'entrata in vigore del decreto il 1 febbraio scorso, sarebbe quindi il 3 marzo prossimo. In quella data, infatti, dovrebbero essere aboliti costi fissi di ricarica e la scadenza del credito telefonico.

Se non che, si stanno diffondendo preoccupazioni circa uno slittamento del termine di 15 giorni se non anche di quattro mesi, come annunciato da "La Stampa". Non si conosce l'autore o gli autori dell'emendamento all'articolo 1 del decreto, o comunque chi abbia intenzione di proporlo: in ogni caso, il nome dovrà essere riportato, in quanto tutti gli emendamenti devono essere associati ad un proponente.

L'emendamento sembra, almeno nelle intenzioni "superficiali" dei promotori, dovuta a ragioni tecniche, tra le quali la presenza sul mercato di carte prepagate non adeguabili alle richieste del decreto.

Contro l'emendamento si sono già schierate le associazioni dei consumatori Adusbef e Codacons che hanno definito un eventuale slittamento come "un vero e proprio misfatto", poiché "anche una sola settimana di slittamento comporterebbe un ingente danno economico agli utenti, per anni sottoposti a questo odioso balzello". "In caso di rinvio - aggiunge il presidente di Codacons, Carlo Rienzi - gli unici a rimetterci sarebbero i consumatori, a tutto vantaggio dei già ricchi gestori telefonici". Ma anche Beppe Grillo, con il suo intervento del 11 febbraio scorso, sul suo blog, ha parlato di "ministri in ostaggio", chiedendosi chi, all'interno della maggioranza, voglia vanificare gli sforzi del decreto, e regalare "un semestre bianco alle compagnie telefoniche spostando i tempi dell'abolizione dei costi di ricarica".

Contro l'emendamento si schierano, infine, anche diversi esponenti della maggioranza, soprattutto il deputato dell'Italia dei Valori Salvatore Raiti, ma anche il capogruppo dei Verdi alla commissione attività produttive, Giuseppe Trepiccione, e dalla Margherita.

In precedenza, il presidente dell'Authority Corrado Calabrò, aveva auspicato non un decreto legge (soggetto a scadenza dopo 60 giorni), bensì un provvedimento regolatorio che mettesse fine ai costi di ricarica.

La scadenza per la presentazione degli emendamenti è per oggi, martedì, alle 12.

Fonti[modifica]