Italia: approvato dal CdM il decreto legge sulla scuola, torna il voto in condotta

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giovedì 28 agosto 2008

Sono varie le modifiche che l'odierno Consiglio dei Ministri ha apportato alla legislazione in materia d'istruzione, in gran parte regolata dal testo unico del 1994.

«Crediamo che alla scuola serva chiarezza» ha dichiarato il ministro Maria Stella Gelmini presentando il decreto legge che racchiude le principali modifiche già licenziate in luglio sotto forma di disegno di legge. Quella dell'esecutivo è una decisa accelerazione che il ministro giustifica con la motivazione di non voler «perdere un anno» nell'attesa dell'approvazione parlamentare del DDL, ma che scontenta profondamente le organizzazioni studentesche. «Ci sentiamo profondamente traditi dal ministro Gelmini, che aveva promesso un confronto» ha dichiarato un rappresentante dell'Unione degli Studenti, mentre l'«allibita» Rete degli Studenti ha annunciato la mobilitazione «contro un governo che sembra capace solo di tagliare i fondi e punire gli studenti».

Il decreto reintroduce l'Educazione Civica, con il nome di Cittadinanza e Costituzione, come materia a pieno titolo (farà infatti media in pagella), e con una maggior enfasi sul codice della strada. Ai giudizi saranno affiancati adesso i voti per consentire una migliore valutazione e sarà cambiata la ratio dei giudizi che d'ora in poi serviranno ad indicare il «risultato raggiunto dagli studenti».

Presto il Governo introdurrà anche norme, concertate tra il Ministro dell'Istruzione e quello dell'Economia, Giulio Tremonti, per contrastare il caro-libri e l'escamotage delle riedizioni non necessarie e per riportare in vita l'istituto del maestro unico nelle scuole elementari, in quanto «punto di riferimento» per i bambini.

Ma la novità introdotta dal decreto che ha scatenato il maggior vespaio di polemiche è sicuramente il ritorno del voto di condotta. Nato con la riforma Gentile nel 1923 venne abbandonato progressivamente a partire dal 1977, quando fu eliminato per elementari e medie. Fu confermato nel 1994 con la nascita del testo unico tuttora vigente, ma venne cancellato solo 5 anni dopo. Era dall'anno scolastico 2000-2001 che gli studenti italiani non venivano giudicati per la condotta. Dopo 8 anni, seppure in una versione meno severa, tornerà nelle pagelle scolastiche come mezzo di contrasto del bullismo. Invece che con il 7 in condotta voluto da Gentile, si verrà bocciati solo con un'insufficienza, il 5 in condotta, mentre i voti dal 6 in poi contribuiranno alla media come quelli di qualsiasi altra materia.

Il PD, per bocca di Marina Serena, non contesta tanto il merito dell'iniziativa quanto la sua efficacia nel risolvere i problemi della scuola: «I nostri ragazzi avrebbero bisogno di una scuola che li prepari a una società complicata e a un mondo del lavoro difficile e invece dal ministro Gelmini e dal governo arrivano messaggi incongruenti», «Il voto di condotta è l'ultimo spot del governo».

Fonti[modifica]