L'Affresco animato del Castello di Susa

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domenica 5 luglio 2009
Anche la Marchesa Adelaide si sarebbe sentita osservata nel w.c.

I secoli, l'ignoranza e l'incuria umana lo avevano relegato sull'umido soffitto di una toilette. Stiamo parlando di un capolavoro d'arte antica, tale affresco animato a distorsione centrale, risalente al 1800, posto in una camera di servizio raramente frequentata del Castello della Marchesa Adelaide di Susa a Susa, in provincia di Torino.

Il soffitto reca un groviglio d'oggetti simbolici, incorniciato da rami di quercia e d'ulivo, che pare osservare dall'alto il visitatore. Chi guarda, col naso all'insù, potrà riconoscere nella composizione gli strumenti delle arti e dei mestieri: una tavolozza da pittore, una squadra, una riga, un compasso, un'asta con tampone, chiodi e martello, un rotolo, uno spartito musicale, una penna con il calamaio, un mappamondo, lampade a gas ed altro ancora.

Muovendo qualche passo nella stanza l'impressione che l'affresco sia animato è evidente: basta, infatti, spostarsi e cambiare il proprio punto d'osservazione per vedere l'immagine ruotare insieme all'angolo visuale, come se dal centro del dipinto un personaggio invisibile allungasse il collo verso il visitatore seguendolo, e spiandone i movimenti.

L'affresco segusino, fu scoperto nel 1994 dai soci del C.A.U.S. Centro Arti Umoristiche e Satiriche guidato dal professor Raffaele Palma, in occasione di una mostra fotografica allestita proprio nel castello di Susa. Qualcosa si è mosso, seppur lentamente, solo dopo la segnalazione a molti giornali locali e nazionali. L'attenzione della Soprintendenza ai Beni Artistici è stata anche sollecitata da un pubblico concorso organizzato da Raffaele Palma, rivolto a progettisti esperti in disegno prospettico e in tecniche di anamorfosi per riformulare con calcoli progettuali moderni l'affresco del castello di Susa.

Oggi, nel restaurato maniero della Marchesa Adelaide, si può finalmente ammirare, con rinnovato fascino, l'affresco ottocentesco realizzato con la tecnica della distorsione asimmetrica. La toilette, per fortuna, è sparita e l'opera fa bella mostra di sé al piano terra, sul soffitto dell'ingresso, adiacente lo spazio destinato a mostre e dibattiti.

Si tratta di un lavoro prezioso, per i complessi calcoli prospettici impiegati per realizzarlo e rappresenta una rarità, nel panorama artistico italiano e del Piemonte. Analogo esempio si può osservare nella Palazzina di Caccia di Stupinigi di Torino, dove un putto dipinto da Charles.André Van Lob, nel 1735, prende di mira con arco e freccia il visitatore, seguendolo con acrimonia. Un altro dipinto con le stesse caratteristiche si trova nella Villa Farnese di Roma.

Fonti[modifica]