L'Antitrust permette la fusione Intesa-San Paolo, ma detta le condizioni

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20 dicembre 2006

L'Antitrust, presieduta da Antonio Catracalà, dà il via libera alla fusione tra Banca Intesa e San paolo-IMI, ma impone delle condizioni.
Tra le principali richieste ci sono:

  • la cessione di 748 sportelli in Italia in aree dove si sono rilevati effetti restrittivi nella concorrenza legati alla fusione
  • lo scioglimento della Caam, joint-venture del risparmio controllata da Banca Intesa e Crédit Agricole
  • i rappresentanti della società Generali presenti nella nuova banca non potranno votare per questioni legate ad Eurizon, compagnia assicuratica di San Paolo-IMI
  • nel consiglio di sorveglianza e in quello di gestione non potranno essere presenti membri che siano espressione diretta o indiretta di Crédit Agricole
  • Crédit Agricole non potrà partecipare a eventuali "patti di sindacato" tra gli azionisti
  • i prodotti di risparmio gestito collocati da Crédit Agricole dovranno essere diversi da quelli collocati dalla nuova banca
  • sarà vietata la vendita incrociata dei prodotti polizze vite Intesa Vita (Banca Intesa) e Eurizon (San Paolo-IMI) e la nuova banca dovrà distribuire anche polizze di un altro soggetto assicurativo.

Le due banche interessate hanno accolto la notizia favorevolmente, e nel comunicato indicano come questa decisione «consente il perfezionamento della fusione entro l'anno, in linea con le previsioni».

Il dimagrimento degli sportelli era già previsto nel piano di fusione, ma non ai livelli richiesti dal Garante. 748 sportelli corrispondo a più del 10% degli attuali 6.000 derivanti dalla fusione. Il numero è considerevole, paragonabile ad una banca di livello medio-grande (Banca Popolare di Milano ne possiede 430, 703 sono quelli di BNL). Banca Intesa era già pronta a cedere a Crédit Agricole gli sportelli di Cariparma e Friuladria (452 sportelli), ed un ulteriore pacchetto di 193, giungendo ad un totale di 645. Di questi, 551 sono stati considerati dall'Antitrust come corrispondenti alle richieste, la nuova banca ne dovra cedere quindi ulteriori 197.

Fonti[modifica]