La Confindustria siciliana contro la mafia: espulso chi paga il pizzo

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domenica 2 settembre 2007

La Confindustria della Sicilia si difende contro la mafia, e contro una lista di attentati e minacce di morte che troppo spesso colpiscono i suoi membri, e che in questi giorni hanno preso di mira Andrea Vecchio e Marco Venturi, rispettivamente imprenditore del settore edile e presidente della camera di commercio di Catania. Tutti coloro che, pagando il pizzo, "collaboreranno" con la mafia, saranno infatti espulsi dall'associazione degli imprenditori.

Alla riunione della sede siciliana era presente anche il vice-presidente nazionale di Confindustria, su mandato del presidente Luca Cordero di Montezemolo, che ha espresso un certo malcontento per la situazione attuale al ministro degli interni Giuliano Amato. Estremamente soddisfatto invece è il premier Romano Prodi, che ha accolto la notizia, definendola "una decisione seria perché la lotta contro la mafia si vince solo con la reazione della società civile" dalla Giordania, dove è in visita ufficiale. Soddisfazione anche da Pietro Grasso, presidente del dipartimento antimafia, dal ministro della giustizia Clemente Mastella e da quello delle infrastrutture Antonio di Pietro, che ha chiesto che le sanzioni vengano applicate anche a chi paga tangenti.

Sull'invio dell'esercito nelle zone più minacciate dalla criminalità organizzata ci sono invece pareri contrastanti, con il premier titubante e il guardasigilli che ricorda come ci sia una discussione in atto, e la risposta non può ancora essere affermativa.


Fonti[modifica]