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Le università pubbliche riapriranno mercoledì in Afghanistan

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lunedì 31 gennaio 2022

Foto di gruppo di studenti e professori all'Università di Khowst.

In Afghanistan le università pubbliche dovrebbero riaprire mercoledì 2 febbraio, ha annunciato Abdul Baqi Haqqani, il ministro dell'educazione avanzata del governo talebano. La riapertura riguarda le province con un clima temperato, mentre tutte le altre province (attualmente prese nella morsa dell'inverno, con disagi nei trasporti e le comunicazioni) dovrebbero vedere i loro istituti universitari riaprire il 26 febbraio. La capitale Kabul fa parte di questo secondo gruppo. A metà-settembre avevano riaperto le porte circa 150 università private in tutto il paese.

Le università del paese riaprono quindi dopo più di 5 mesi dopo che i Talebani hanno ripreso il controllo delle istituzioni, dopo anni di guerra e la partenza dell'esercito statunitense. La legge coranica, la Shari'a, sarà applicata nelle università, aveva affermato Haqqani in precedenza, con un rafforzamento della separazione degli studenti per sesso e l'obbligo del porto dell'hijab per le studentesse. Prima del ritorno dei Talebani al potere, nelle università pubbliche e private afgane studenti di entrambi i sessi studiavano fianco a fianco, e le donne non dovevano rispettare un codice di abbigliamento. Nelle scuole elementari e superiori, tuttavia, ragazze e ragazzi venivano istruiti separatamente fino a quando il gruppo islamista ha ripreso il potere lo scorso agosto.

L'annuncio arriva dopo una forte pressione dalla comunità internazionale per il rispetto dei diritti umani di tutti gli afghani, specialmente quelli delle donne, che chiede anche di permettere a tutte le ragazze di ricevere un'istruzione. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha rinnovato il suo appello ai talebani domenica scorsa, affinché mantengano gli impegni di rispettare i diritti umani: "In Afghanistan, alle donne e alle ragazze sono ancora una volta negati i diritti all'istruzione, al lavoro e alla giustizia equa", ha twittato Guterres. "Per dimostrare un reale impegno nel voler far parte della comunità globale, i talebani devono riconoscere e sostenere i diritti umani fondamentali che appartengono a ogni ragazza e donna".

Fonti[modifica]