Lo scoppio di due bombe provoca decine di morti a Istanbul

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domenica 27 luglio 2008

Lo scoppio di due ordigni, a una ventina di minuti l'uno dall'altro, ha causato almeno 18 morti e 154 feriti nella città turca di Istanbul.

Le esplosioni, in un primo momento attribuite a una fuga di gas, non sono state ancora rivendicate ma si presume che possano essere ricondotte al movimento curdo del PKK.

Fotografia satellitare di Istanbul

Le bombe erano state posizionate all'interno di una cabina telefonica e di un cassonetto della spazzatura e sono state fatte scoppiare a distanza di tempo in modo da provocare vittime anche fra i soccorritori. La zona è stata presto evacuata per la paura della presenza di una terza bomba, sostenuta da una telefonata anonima giunta alla polizia.

Esistono tuttavia altre due serie questioni da affrontare. Una è l'ondata di attentati che si sta definendo in ambiente internazionale, che potrebbe essere in qualche modo concatenata nella sua strategia globale. Appena qualche giorno fa in India sono stati fatti attentati dinamitardi colpendo anche in quel caso zone affollate, con l'intento di uccidere quanti più possibile. Obiettivo purtroppo raggiunto, si parla di oltre 40 morti e dozzine di feriti. Oggi, mentre la conta delle vittime di Istanbul si è spinta fino a 16 deceduti e 154 feriti di cui 15 gravi, in Iraq vi sono stati altri 3 attentati che hanno ucciso almeno 28 persone ferendone 90. Autori di queste azioni kamikaze sono state tre donne, mischiate nelle folle di pellegrini sciiti. Questi massacri hanno un qualche nesso tra di loro?

Un'altra interpretazione è interna. In Turchia le cose non stanno andando bene. Attualmente è in corso un processo contro un'organizzazione segreta chiamata Ergenekon. Tra gli 86 imputati vi sono noti mafiosi, giornalisti e alti ufficiali. La loro accusa è di avere incoraggiato una 'strategia della tensione' propedeutica ad un colpo di Stato: infatti secondo loro la Turchia sarebbe governata da un partito, quello del premier Erdoğan, che è sospettato di voler rendere il Paese, uno dei più laici del mondo musulmano, progressivamente 'islamizzato'. E proprio oggi la Corte costituzionale Turca dovrebbe iniziare la procedura per mettere al bando niente di meno che il Partito della giustizia e dello sviluppo, che attualmente è al potere. Accusa: attività anti-laiche.

Fonti[modifica]

Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Istanbul.