Melbourne: gemelline siamesi separate con successo

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

lunedì 12 novembre 2018

Gemelli siamesi, preparati in gesso

Nima e Dawa Zagmo, le due gemelline siamesi di 15 mesi del Bhutan, che erano attaccate al torace e con un solo fegato, hanno superato l'intervento con successo e potranno vivere in modo autonomo. L'operazione, effettuata presso il Royal Children’s Hospital (ospedale pediatrico) di Melbourne in Australia, è durata sei ore, meno di quanto previsto inizialmente, e ha impegnato una équipe di 18 fra chirurghi e assistenti sotto la guida del capo chirurgo Joe Crameri.

Il dott. Crameri aveva detto che l'obiettivo dell'intervento era quello di separare il fegato, la pelle e i muscoli che li connettono, e poi ricostruire le pareti addominali. In termini semplici, le 'tubature' ci sembrano favorevoli, sappiamo che le estremità degli intestini non sono collegate e riteniamo di poter precedere e di mantenere le piene funzioni per entrambe, aveva spiegato.

Il chirurgo ha aggiunto: Abbiamo visto due bambine che erano pronte per l'operazione, che erano capaci di affrontare molto bene la chirurgia. Non abbiamo avuto sorprese, sapevamo che i fegati erano congiunti e sono stati separati con successo, senza grande perdita di sangue. Vi era il timore che potessero condividere parte dell'intestino, ma questo non era il caso. Ora sono in recupero e vanno molto bene.

Nima e Dawa sono cresciute l’una girata verso l’altra: potevano stare in piedi solo assieme, ma non sedersi. I muscoli degli arti finora non sono stati usati, perché non hanno imparato a camminare carponi e a fare le cose che i piccoli di solito fanno a quell’età, ha detto Crameri alla radio ABC (Australia). Potranno avere bisogno di estesa riabilitazione e di tutto l’aiuto necessario per recuperare tutto quello che hanno perduto, ha aggiunto. Le due sorelline resteranno ora a Melbourne per altri due mesi, per essere sottoposte a controlli, e per farle sviluppare completamente.

L'intervento era stato posticipato di quasi un mese per far loro raggiungere il peso ideale per essere in grado di sopportare l’intervento senza problemi; durante questo periodo hanno vissuto con la madre in un asilo nido gestito dalla fondazione Children First, che ha contribuito all'iniziativa., mentre lo stato australiano di Victoria ha pagato l’operazione, il cui costo è stato di 350 mila dollari australiani (circa 223 mila euro).

Fonti[modifica]