Morbillo:sette nuovi casi e una morte sospetta a Trieste

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

lunedì 22 ottobre 2018

Morbillo: classica eruzione cutanea al 3° giorno in un bambino

Sono sette attualmente i casi di morbillo a Trieste, quattro dei quali fra operatori sanitari; si pensa ci sia anche un caso di morte sospetta, essendo stato scoperto il virus in una donna di 58 anni, affetta già da polmonite e altre disturbi, per cui il decesso potrebbe non essere stato causato direttamente dal morbillo, ma da altre patologie.

I pazienti infetti sono dei ricoverati presso vari reparti dell' ospedale Maggiore e dell'ospedale di Cattinara; altri due casi di infezione si sono verificati lunedì 15 ottobre tra il personale ospedalerio e altri due casi sono emersi a seguito di dettagliate analisi su due pazienti colpiti da polmonite, fra mercoledì sera e venerdì.

L'Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste conferma che sono in atto tutte le azioni di prevenzione necessarie, e che non è ancora possibile stabilire le cause del decesso della paziente; si dovrà ancora attendere qualche giorno, non appena ci saranno aggiornamenti sull'estensione del focolaio.

Attualmente, la vaccinazione sta interessando 200-250 persone tra dipendenti, fornitori e familiari. Il direttore sanitario dell'Azienda sanitaria, Aldo Mariotto, ha precisato che dal primo gennaio al 31 agosto ci sono stati 2248 nuovi casi in Italia (come confermano gli ultimi dati diffusi a settembre scorso dall'Istituto superiore di sanità), un numero notevole, ma che la situazione è sotto controllo.

Riccardo Tominz, direttore del dipartimento di Igiene e sanità pubblica, afferma che il sorgere di un focolaio era abbastanza prevedibile, considerata la percentuale bassa di vaccinazioni attualmente registrata in Italia. Infatti, solamente la fascia 1-17 anni è risalita al 90 per cento. Complessivamente a livello locale è all'87 per cento, quindi sotto la soglia dell'immunità di gregge che è del 95 per cento.

Durante un'intervista, l'immunologo virologo Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all'Università San Raffaele di Milano, si è pronunciato duramente sulla vicenda dichiarando che in Messico dal 1996 non hanno più vittime per morbillo, mentre da noi è morta una persona a Trieste.

Gli esperti fanno notare che la vaccinazione, pur se altamente consigliata, resta facoltativa anche tra il personale ospedaliero. Rimane il fatto che la miglior protezione per il morbillo di adulti è il morbillo da infanzia: chiunque lo ha preso da piccolo, non l'avrà più in seguito.

Fonti[modifica]