Morto Aleksandr Zacharčenko

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Aleksandr Zacharčenko

1 settembre 2018
Il Capo di Stato della Repubblica Popolare di Doneck, Aleksandr Zacharčenko è stato ucciso da un'esplosione alle 17:16 del 31 agosto nei pressi del bar Separ, situato nel centro della città di Donec'k.

Sono rimaste ferite altre tre persone, tra cui anche Aleksandr Timofeyev, ministro delle Finanze della Repubblica Popolare di Doneck.

Le autorità separatiste hanno già riferito di aver fermato alcuni sospettati poco dopo l’attentato.

Antefatto[modifica]

La Repubblica Popolare di Doneck, corrisponde all'Oblast' di Donec'k, territorio rivendicato dall'Ucraina. La Repubblica separatista, insieme alla Repubblica Popolare di Lugansk, ha infatti dichiarato la propria indipendenza dall'Ucraina nel 2014 a seguito di un referendum. L'indipendenza delle due repubbliche è riconosciuta solamente dall'Ossezia del Sud, altra repubblica separatista del Caucaso, rivendicata dalla Georgia, dichiaratasi indipendente nel 1991.

La collocazione della Repubblica Popolare di Doneck

Nonostante i ribelli siano filorussi, la Federazione Russa ha sempre negato di sostenere i ribelli.

Reazioni[modifica]

Il Ministero degli Esteri della Federazione Russa, tramite la portavoce Maria Zakharova, ha affermato che con ogni probabilità vi è il coinvolgimento del regime ucraino. Queste le sue parole: "Anziché rispettare gli accordi di Minsk e cercare una via d'uscita dal conflitto interno, la parte ucraina realizza uno scenario terroristico, aggravando ancora di più la già difficile situazione. L'Ucraina non avendo mantenuto le promesse di pace ha ora deciso di passare alla guerra di sangue". Proseguendo: "La comunità internazionale deve richiedere, e considerando il carattere di marionetta del sistema politico dell'Ucraina, anche controllare direttamente l'effettuazione di un'indagine super-partes su questa uccisione commessa davanti agli occhi della popolazione civile". Tuttavia il presidente Vladimir Putin non ha accusato direttamente il governo ucraino, riconoscendo però che gli attentatori sono contrari ad una risoluzione pacifica del conflitto.

Dal lato opposto, Igor Guskov, agente degli Služba Bezpeky Ukrayiny (servizi segreti ucraini) ha negato ogni coinvolgimento, scaricando la responsabilità dell'omicidio a generici conflitti interni fra i ribelli filorussi, o sul governo russo, accusandolo di voler eliminare una figura scomoda, infatti secondo alcune fonti Zacharčenko aveva recentemente perso il sostegno russo.

Nelle cariche di Presidente e Primo Ministro gli è succeduto ad interim il Vice Primo Ministro, Dmitrij Trapeznikov.

Fonti[modifica]