Naufragio nel Mar d'Azov: 2 morti e 8 dispersi

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venerdì 4 gennaio 2008

Il Mar d'Azov

Il mare mosso e le cattive condizioni meteorologiche rallentano le ricerche dei marinai dispersi in seguito al naufragio di un cargo battente bandiera bulgara verificatosi nella giornata di ieri, 3 gennaio 2008, nelle acque del Mar d'Azov. La nave, che trasportava rottami di metallo, è affondata dopo le 2.00 di notte (ora di Mosca), 30 miglia al largo dello Stretto di Kerč, al confine tra Russia e Ucraina. Delle 11 persone a bordo (10 membri dell'equipaggio di nazionalità bulgara e il pilota ucraino) sono stai rinvenuti i corpi senza vita di due marinai, mentre un terzo è stato tratto in salvo dai soccorritori e si trova ora sottoposto alle cure dei sanitari. Le prime notizie pervenute in seguito all'incidente parlavano di quattro corpi recuperati. Nella giornata odierna, invece, un portavoce del governo moscovita ha dichiarato che i morti accertati sarebbero solo due, facendo salire ad otto la conta dei dispersi.

Quest'ultimo, che secondo le prime informazioni non si troverebbe in pericolo di vita, ha dichiarato che cinque membri dell'equipaggio sono riusciti ad allontanarsi a bordo di una scialuppa di salvataggio a seguito del sinistro. A causa delle cattive condizioni meteo le ricerche, sospese nella serata di ieri, sono state riprese soltanto questa mattina.

Il naufragio, avvenuto in un tratto di mare noto per le forti tempeste che vi si sviluppano, è stato causato, secondo le informazioni giunte dai responsabili locali, da onde alte 3 metri e da un forte vento che spirava alla velocità di 30 metri al secondo.

Il Ministro dei trasporti bulgaro ha annunciato che sarà aperta un'inchiesta per risalire alle cause del disastro.

Fonti[modifica]