Novità e contestazioni nella televisione terrestre in Belgio, Italia e Polonia

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

giovedì 9 novembre 2017
Novità e contestazioni stanno animando in questi giorni il panorama televisivo terrestre in Belgio, Italia e Polonia, tra lanci di nuovi servizi, cambi di tecnologia e di multiplex.

In Belgio oggi TV Vlandereen, operatore a pagamento locale, ha annunciato che lancerà alla fine dell'anno il suo primo servizio terrestre, interamente in tecnologia DVB-T2, che comprenderà 10 canali, tra cui quelli di Medialaan e di SBS Belgio; le frequenze saranno attivate a Bruxelles e nelle Fiandre e per accedere al servizio potranno essere usati un modulo CI+ con smart card integrata dal costo di €39 o un ricevitore apposito a €99, entrambi acquistabili da metà dicembre.

In Italia giovedì scorso nella Manovra è stato inserito un articolo che disciplina il passaggio delle trasmissioni terrestri nel Paese dalla tecnologia DVB-T a quella DVB-T2, che si concluderà, se approvato, nel 2022, mentre nel 2020 si passerà alla codifica video MPEG-4; per agevolare il passaggio è prevista l'erogazione di contributi per l'acquisto di televisori o decoder tra il 2019 ed il 2022 alle famiglie esonerate dal pagamento del canone. Il passaggio sarà graduale e suddiviso per regioni, con prima l'introduzione della nuova codifica video e successivamente della tecnologia DVB-T2 con codifica video HEVC.
Lunedì Aeranti-Corallo, che rappresenta le televisioni locali, chiede più spazio trasmissivo per queste ultime ed è pronta a presentare proposte di emendamenti a Governo e Parlamento, mentre oggi l'AGCOM ha richiesto modifiche alla legge in via di approvazione per la conversione da assegnazione di frequenze televisive ad assegnazione di capacità di trasmissione, alla confusione tra bacino regionale ed area tecnica, ai criteri sugli indennizzi per la conversione della capacità trasmissiva, sulla modifiche delle percentuali di frequenze da assegnare a televisioni locali e sulla non esclusività del processo decisionale allo stesso ente ma ad un misto AGCOM - Ministero dello Sviluppo Economico.

In Polonia, invece, quattro reti televisive private hanno chiesto uno spostamento di multiplex dal MUX 8, trasmesso sulla banda VHF, al nuovo MUX 5, trasmesso su quella UHF, in quanto ritengono che abbia una copertura peggiore di quella dichiarata dallo Stato, ma il relativo ente regolatore, KRRiT, glielo ha negato; in conseguenza di ciò, hanno avanzato una richiesta di riduzione della quota decennale da loro pagata, pari a 13.500.000 zloty.

Fonti[modifica]