Nutrire il pianeta, ma come?

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mercoledì 23 marzo 2011

Raccolto di mais

Il 22 marzo presso l’Università Luiss di Roma c’è stata la presentazione del rapporto annuale nutrire il pianeta (State of the World 2011) realizzato dal Worldwatch Institute. Le persone che soffrono la fame sono stimate a livello mondiale a 925 milioni, con una situazione particolarmente grave in Africa. Per contro si valuta che oltre un terzo del cibo prodotto al mondo venga sprecato in varie maniere.

La formula proposta da Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia, per aumentare la produzione senza intaccare la sostenibilità ambientale, vede l'evoluzione verso una agricoltura più naturale, accompagnata da una serie di micro realizzazioni, come ad esempio trasformare i tetti delle bidonville in orti che arricchiscano la dieta degli abitanti.

Un aiuto sarebbe dato anche da una dieta più equilibrata: per produrre un kilogrammo di carne bovina ci vogliono fino a 30 kilogrammi di cereali, sufficienti a nutrire una famiglia per molti giorni. La Cina, ad esempio, con il miglioramento del livello economico ha visto il raddoppio del consumo di carne.

Una visione più ottimistica viene riportata da un articolo dell’Espresso-Repubblica significativamente intitolato La genetica ci sfamerà: in Cina si coltivano più di 500 varietà di riso. La conoscenza del genoma permette di creare ibridi nettamente più produttivi.

Il mensile Spazio Rurale pubblica, invece, una intervista ad Antonio Saltini, di tono molto più pessimistico: le riserve mondiali di cereali sono state gravemente intaccate dalla trasformazione in etanolo per l’autotrazione e l’alto livello dei prezzi del petrolio fa prevedere una continuazione di questa tendenza. Lo sforzo per mantenere la produzione adeguata all'aumento dei consumi richiederà una politica agraria diversa da quella finora seguita.

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Fonti[modifica]