Olocausto, Irving il revisionista ritratta

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20 febbraio 2006

Lo storico britannico David Irving, in apertura del processo in Austria che lo vede imputato per apologia del nazismo, si è dichiarato colpevole, aggiungendo di essersi sbagliato circa le sue tesi revisioniste e di dover chiedere scusa agli ebrei.
Irving sosteneva, ormai da quasi vent'anni, che l'Olocausto e lo sterminio di milioni di ebrei da parte del regime hitleriano non era mai avvenuto. In aula, invece, ha ammesso che, sulla base di nuovi approfondimenti negli archivi di Londra e Mosca, la Shoah è realmente avvenuta e che nei campi di concentramento nazisti erano presenti anche camere a gas atte allo sterminio di massa.
La ritrattazione non è però bastata ad Irving, che è stato condannato a tre anni di carcere.

Fonti[modifica]