Pavia: militare infedele della Guardia di Finanza forniva a Panorama dati sensibili su personaggi pubblici

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Milano, lunedì 18 ottobre 2010

Era pagato per servire la Repubblica Italiana, ma di quella delicata funzione, lui, Fabio Diani, militare della Fiamma Gialle in servizio a Pavia, avrebbe fatto un uso disinvolto e deviato.

Quegli archivi riservati militari e della pubblica amministrazione, a cui il suo ruolo gli dava accesso, Fabio Diani li avrebbe consultati assiduamente, non per contrastare l'evasione fiscale, ma per spiare i dati tributari e sensibili di personaggi pubblici o di vasta notorietà. Non una forma distorta o morbosa di curiosità personale, ma la volontà di carpire dati riservati da fornire illegalmente a Giacomo Amadori, giornalista di Panorama, rivista settimanale del gruppo Mondadori, di proprietà della famiglia Berlusconi.

Lo hanno messo in luce le indagini del pubblico ministero di Milano Elio Ramondini e del procuratore aggiunto Alberto Nobili, che hanno portato agli arresti domiciliari il finanziere infedele.

Le violazioni dei doveri d'ufficio risalirebbero agli anni 2008-2009, quando oggetto delle attenzioni intrusive del militare della Guardia di Finanza sarebbero state le posizioni di una vasta e variegata platea di spiati: Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, Nichi Vendola, Beppe Grillo, Patrizia D'Addario, numerosi esponenti della famiglia Agnelli (Gianni Agnelli, Marella Caracciolo, Clara e Maria Sole Agnelli, Alain Elkann) fino a Gioacchino Genchi, poliziotto e consulente informatico di vari giudici, tra cui Giovanni Falcone e Luigi de Magistris. Tra gli spiati anche un personaggio della sinistra antagonista, Luca Casarini, attivista no-global e leader dei Disobbedienti.

Tra gli oggetti di intrusione, vi sarebbe anche Raimondo Mesiano, giudice del tribunale milanese, estensore della sentenza sul Lodo Mondadori, e già noto al grande pubblico televisivo per essere stato oggetto di un caso di attenzione mediatica mandato in onda da Claudio Brachino su Mattino cinque, programma giornalistico di Canale 5, canale televisivo anch'esso riconducibile a Silvio Berlusconi.

Ben più vasta sarebbe comunque la platea delle violazioni: i magistrati milanesi hanno contestato al militare un migliaio di accessi abusivi a banche dati riservate. Ma vi è di più: sarebbe stata dimostrata una corrispondenza tra gli accessi legali del finanziere pavese e i pezzi giornalistici pubblicati da Amadori, tra cui quello dal titolo Fisco e patrimoni, ecco quanto dichiarano gli Agnelli, pubblicato dal settimanale del gruppo di Segrate nel mese di ottobre 2009.

Fonti[modifica]