Possibile "spezzatino" in casa Pfizer. Il colosso farmaceutico potrebbe dismettere attività ritenute non strategiche.

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martedì 15 marzo 2011

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L'analista finanziario della banca Sanford C. Bernstein & Co. Tim Anderson, a seguito di una intervista con Ian Read, nuovo AD di Pfizer, prospetta la possibilità che la multinazionale farmaceutica, nota al grande pubblico come produttrice del Viagra, possa cedere ad altri le attività non ritenute più strategiche. La Pfizer è oggi al primo posto nel ranking delle aziende farmaceutiche mondiali con circa 67 miliardi di dollari di fatturato consolidato nel 2010.

Questo tipo di operazione finanziaria nel passato è già stata seguita da aziende farmaceutiche del calibro di: AstraZeneca, Bristol-Myers Squibb ed Eli Lilly, allo scopo di concentrarsi sul proprio core business aziendale, evitando le complicazioni e le difficoltà gestionali derivanti da dimensioni aziendali ritenute eccessive.

Una delle prime aziende, di proprietà Pfizer, che potrebbe essere dismessa e venduta è la Capsugel, società che si occupa di materiali utili per la produzione di farmaci. Si fanno altre ipotesi che coinvolgerebbero altre divisioni di Pfizer quali: la divisione veterinaria, la divisione nutritional e la divisione consumer health; ed inoltre potrebbe essere coinvolta anche la divisione dei prodotti maturi che ha un ricco portfolio di numerosi farmaci generici.

Dopo questa ventilata operazione di "spezzatino", la Pfizer resterebbe una società con fatturati annui di 30-40 miliardi di dollari. Essa resterebbe, quindi, una società sufficientemente grande, certamente più facile da gestire e soprattutto concentrata sulla ricerca di nuovi farmaci per la salute umana.

La nuova visione strategica è in netta contrapposizione con quanto fin qui fatto dalla stessa Pfizer negli anni scorsi. Questa ha, infatti, acquistato colossi farmaceutici del calibro di Warner-Lambert, Pharmacia, Wyeth ed altri alla ricerca di molecole che potessero darle un vantaggio strategico sui competitori. Quest'ultima strategia negli ultimi anni ha purtroppo comportato, come effetto collaterale, quello di "bruciare" risorse umane per diverse decine di migliaia di posti di lavoro in tutto il mondo. Ciò a fronte di risultati finanziari deludenti ancor che devastanti per i lavoratori coinvolti.

Il nuovo AD Ian Read con la decisione "in fieri" sembra aver deciso un'inversione di rotta radicalmente opposta rispetto i due predecessori: Jeff Kindler e Henry McKinnell che hanno rispettivamente suggerito l'acquisto di Wyeth per 68 miliardi di dollari nel 2009 e di Pharmacia per 60 miliardi di dollari nel 2003.

Fonti[modifica]