Prete accusato di genocidio scoperto in Italia

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domenica 17 maggio 2009

Emmanuel Uwayezu, un sacerdote cattolico di nazionalità ruandese e di etnia Hutu accusato di essere stato complice nel 1994 della morte di 80 suoi studenti di etnia Tutsi, è stato scoperto in Italia sotto falso nome, in una parrocchia di Empoli.

Nel 1994 Uwayezu era preside di una scuola cattolica a Kibeho. Secondo le accuse, Uwayezu chiamò alcuni soldati Hutu nella propria scuola e collaborò con loro mentre questi assassinarono, scannarono, violentarono e seppellirono vivi circa 80 studenti tra i 12 e i 20 anni.

Storia simile a quella di un altro sacerdote cattolico ruandese, Athanase Seromba, condannato all'ergastolo per la morte di 2000 suoi parrocchiani, uccisi demolendo con i bulldozer la chiesa in cui si erano rifugiati.

Uwayezu è fuggito in Italia e si sarebbe trasferito ad Empoli con l'avallo dell'arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, assumendo il nome di Wayezu.

Uwayezu ha dichiarato di non aver preso parte all'uccisione dei suoi studenti e di aver anzi tentato di salvarli.

Fonti[modifica]