Roma: Istituto Cervantes non presenterà più il libro sulla mafia che cita Berlusconi

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Roma, sabato 26 aprile 2014

Il libro "Crónicas de la mafia" scritto dal giornalista spagnolo Íñigo Domínguez non sarà più presentato a Roma presso l'Istituto Cervantes, l'istituto culturale dipendente dal Ministero degli affari esteri spagnolo che ha come finalità la promozione e l'insegnamento della lingua spagnola e la diffusione della cultura spagnola e Hispanidad.

L'annullamento della presentazione[modifica]

Il saggio storico in questione, di oltre 500 pagine, racconta la storia della mafia dall'ottocento fino ad oggi e tratta anche alcune pericolose relazioni di Silvio Berlusconi con l'ambiente malavitoso. Pubblicato a gennaio da "Editorial Libros" e oggi alla terza edizione, con 5 000 copie vendute in Spagna, fu presentato un mese fa a Sergio Rodriguez, il direttore del Istituto della sede romana, che decide di organizzare la presentazione per la piccola comunità di spagnoli presenti a Roma. Dopo qualche settimana, invece, la presentazione viene annullata per "motivi tecnici".

Non ci fu alcun intralcio per quanto riguarda le presentazioni del libro presso gli Istituti di Madrid, Barcellona, Bilbao e Santander.

L'ambasciata spagnola in Italia

Le reazioni[modifica]

Dell'autore[modifica]

Íñigo Domínguez, che lavora in Italia come giornalista del quotidiano spagnolo El Correo dal 2001, con un misto di rabbia e stupore ha detto che non sa spiegare il rifiuto alla presentazione ma da giornalista lo considera un fatto gravissimo. Ammette che c'è un capitolo finale lungo e approfondito su Berlusconi, sulla sua carriera imprenditoriale, sui rapporti con Marcello Dell'Utri e Cosa Nostra ma, aggiunge, che non c'è nulla in più che non si sappia già e nulla che denigri l'Italia. Ricorda, anche, che Berlusconi è stato condannato dai tribunali italiani e che Dell'Utri è agli arresti a Beirut. La cancellazione della presentazione del volume gli è stata recapitata via mail e secondo le fonti del giornalista, che egli stesso dichiara essere affidabili, il caso era finito all'ambasciata spagnola di Roma e che il libro potrebbe essere scomodo a qualcuno. La censura sembrerebbe arrivare direttamente dall'ambasciatore spagnolo in Italia Javier Elorza, secondo il giornalista. Secondo lui, alla base della censura ci sarebbe solo ignoranza e timore poiché poco più di due settimane fa Teodoro Obiang, il presidente della Guinea Equatoriale che ha dei buoni rapporti con le autorità spagnole nel campo petrolifero e che è criticato dalle organizzazioni internazionali per corruzione, abuso di potere e la violazione dei diritti umani, ha tenuto una conferenza all'Istituto Cervantes di Bruxelles senza alcun problema.

Dell'Istituto e dell'ambasciata spagnola di Roma[modifica]

L'Istituto Cervantes di Roma dichiara che la presentazione è solo una questione d'agenda. Mentre Agustín Galán, il portavoce dell'ambasciata spagnola, ha dato la seguente dichiarazione alla stampa iberica:

« L’Istituto Cervantes deve fare promozione culturale. Un libro sulla mafia è controverso, scomodo e il Cervantes non deve entrare in certi argomenti. È come se l’Alliance Française presentasse a Madrid un libro sull’ETA scritto in francese da un giornalista francese »

Già nel maggio del 2012 l'ambasciatore spagnolo a Roma Javier Elorza ha cercato di impedire al Cervantes una presentazione d'un libro che tratta dell'ultimo decennio della dittatura franchista, intitolato "In memoria dell'alba".

Fonti[modifica]