SVP e Lega trattano per governare insieme l'Alto Adige

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Bolzano, sabato 17 novembre 2018

La sede del consiglio provinciale dell'Alto Adige, a Bolzano

I due partiti che hanno acquisito il maggior numero di seggi nel consiglio provinciale dell'Alto Adige, SVP e Lega Nord, trattano per governare insieme l'assemblea nonostante in passato siano stati rivali (Maria Elena Boschi è stata eletta senatrice anche con il contributo della SVP): i primi segnali sono stati l'elezione mercoledì del presidente e del vice presidente provvisori, rispettivamente Thomas Widmann dell'SVP e Massimo Bessone della Lega, che si è dimesso dal consiglio comunale di Bressanone per accettare l'incarico..

I tentativi di accordo tra i due partiti seguono quelli falliti tra Verdi e PD e sostituiscono l'accordo precedente proprio con i democratici, non più rinnovabile a causa della forte riduzione di seggi ottenuti da questi ultimi alle elezioni provinciali dello scorso 21 ottobre (adesso il PD ha un solo seggio in consiglio provinciale); a sostenere l'intesa anche la direzione nazionale della Lega, che invia Roberto Calderoli a Bolzano per essere informati dell'andamento della trattativa e guarda con favore ad un contratto di governo, come quello già stipulato con il M5S a livello nazionale, ipotesi caldeggiata anche da Bessone.

Mentre diversi politici eletti con la SVP si schierano a favore dell'intesa, la petizione Per un futuro europeo - Per una giunta senza Lega, che chiede di non ratificare l'accordo, ha raggiunto 5.000 firme in 12 giorni, venendo consegnata ai 15 consiglieri provinciali eletti proprio con il partito altoatesino; i promotori non escludono di consegnarne il relativo messaggio anche al comitato direttivo dell'SVP e consegnare le firme complessive alla chiusura della petizione ad Arno Kompatscher, presidente della provincia.

Fonti[modifica]