Sarkozy sulla Betancourt: «Disposto a cercarla io stesso»

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giovedì 28 febbraio 2008

«Sono pronto ad andare io stesso, al confine tra il Venezuela e la Colombia, per cercare Ingrid Betancourt». Così il presidente della Francia, Nicolas Sarkozy, è intervenuto a commentare le ultime notizie, secondo le quali la candidata alla presidenza colombiana, da oltre 6 anni ostaggio dei guerrieri rivoluzionari delle FARC, sarebbe affetta da una grave forma di epatite B che la starebbe condannando a morte sicura.

Il presidente Sarkozy, in visita in Sudafrica, ha poi «rivolto appello alle Farc affinché liberino senza indugi Ingrid Betancourt, è una questione di vita o di morte. Una questione umanitaria» per poi rivolgersi al presidente Hugo Chávez, invitandolo a «usare tutta la sua influenza per salvare la vita d'Ingrid Betancourt».

Un appello ai guerrieri colombiani è giunto anche da Javier Solana, responsabile della politica estera per l'Unione Europea, che ha detto: «Confido che questo passo condurre alla liberazione immediata e senza condizioni degli altri prigionieri, incluso Ingrid Betancourt».

Negli ultimi tempi, la guerriglia ha rilasciato diversi parlamentari, i quali hanno riferito dei gravi problemi di salute dell'ex parlamentare.

E i guerriglieri delle FARC hanno direttamente risposto al presidente francese, chiedendogli «maggiore imparzialità nella mediazione internazionale, che non deve trasformarsi in una serie di favori che facciano perdere la credibilità di una o di entrambi le parti».

Fonti[modifica]