Sbarcano 264 migranti a Pozzallo: Salvini accusa Malta e UE

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lunedì 26 novembre 2018

Grafico dei migranti sbarcati in Italia (1997-2016)
Migranti arrivati via mare nel 2015 in Grecia e Italia, dati dell'UNHCR
Memorial a Pozzallo, dedicato alle migliaia di morti nell'attraversare il Mediterraneo

Sono ripresi gli sbarchi di migranti provenienti dai paesi africani: negli ultimi giorni ne sono arrivati più di 400, dopo la chiusura dei porti italiani disposta dal Ministro dell'Interno Salvini. Sabato sera è stato fatto attraccare il barcone con a bordo 264 migranti (e non 236 come indicato da alcune fonti), che è arrivato a Pozzallo in provincia di Ragusa. Le operazioni di sbarco sono state accelerate per motivi di sicurezza: infatti, quando era vicino alla terraferma, si è inclinato di 30 gradi e la capitaneria lo ha fatto subito entrare in porto.

I primi a scendere, sono stati 12 bambini, fra cui 5 neonati e un gruppo di circa 50 donne, più tardi hanno fatto sbarcare pure gli uomini. Il gruppo di migranti, formato da somali ed eritrei, era stato imbarcato dai trafficanti su un vecchio peschereccio: la polizia italiana ha identificato i due scafisti, un libico e un tunisino.

L'imbarcazione, che non ha ricevuto alcun soccorso da Malta, era stata individuata nel pomeriggio da alcune motovedette, mentre attraversava la zona Sar maltese. Matteo Salvini ha commentato in modo polemico l'accaduto, definendo vergognoso il comportamento de La Valletta e incapace l'Unione europea. Il ministro ha pure affermato che una motovedetta maltese ha cambiato rotta, abbandonando l'imbarcazione in mezzo al Mediterraneo.

Altri due sbarchi nei nostri porti nella giornata di sabato: a Crotone, un'imbarcazione con 79 persone, in maggioranza pakistane, e altre due a Lampedusa con altri 82 migranti. Non si conosce, invece, la sorte delle 70 persone che, secondo la comunicazione data da Alarm phone (la quale raccoglie le richieste di soccorso di natanti in avaria), sarebbero partite dal Marocco almeno tre giorni fa. Secondo la denuncia, molti sarebbero già morti, in quanto le autorità spagnole e marocchine non avrebbero inviato dei soccorsi all'imbarcazione in difficoltà, pur sapendolo da giovedì scorso.

Sabato sera un altro allarme da parte della nave Mediterranea: 120 persone rischiavano di annegare, per un gommone in avaria. Secondo alcune fonti italiane, verso le tre di notte, i migranti sono stati soccorsi da un rimorchiatore, che dopo avere recuperato il gruppo di migranti, li ha consegnati ad una motovedetta libica. Dalla stessa è partita la comunicazione alle autorità italiane di avere preso il coordinamento dei soccorsi. Infatti, proprio gli italiani avevano dato le giuste coordinate ai libici e agli attivisti, per potere procedere al recupero del gommone, dopo avere individuato la posizione attraverso il numero del satellitare da cui era partita la richiesta di aiuto.

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Fonti[modifica]