Scandalo giocattoli difettosi: la Cina accusa gli USA

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lunedì 27 agosto 2007

Lo scandalo dei giocattoli difettosi e pericolosi, che ha colpito la multinazionale Mattel, sta diventando un caso diplomatico: la Cina infatti, per difendersi dalle accuse di utilizzo di materiali tossici, come vernici al piombo e calamite all'interno di giocattoli messi in vendita in tutto il mondo, ha accusato i designer degli Stati Uniti d'America di progettare dei modelli con caratteristiche non idonee per la messa in vendita.

Per Li Changjiang, responsabile del settore di controllo della qualità dei prodotti nel paese asiatico, «circa l'85% dei giochi sono stati disegnati dal produttore statunitense ed è stato fabbricato sulla base dei requisiti richiesti dall'importatore», per poi aggiungere che se il 15% rimanente dei prodotti difettosi in commercio è da reputarsi come errore della produzione, «quale tipo di responsabilità dovrebbe essere invece addossata ai disegnatori e agli importatori statunitensi a riguardo?».

Il caso Mattel ha portato al ritiro di decine di milioni di pezzi, tra i quali la ormai celebre Barbie, con profonde ripercussioni economiche per la società, leader nella produzione di prodotti per bambini, ma anche con il suicidio di uno dei responsabili del settore produzione, caso questo avvenuto diverse settimane addietro.

Anche in Italia, come negli altri paesi nella quale la multinazionale opera, sono stati ritirati molti dei prodotti di produzione cinese.

Fonti[modifica]