Si conclude il mandato del segretario PD Martina

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

Milano, domenica 28 ottobre 2018

Maurizio Martina

«Con questo Forum si completa il mio mandato ricevuto dall'Assemblea nazionale a luglio. Nei prossimi giorni con la segreteria nazionale concluderemo questa fase.» Così, il segretario del PD Maurizio Martina annuncia le proprie dimissioni al Forum tematico organizzato a Milano. Inoltre, indica l'11 novembre come una "data buona" per svolgere l'Assemblea Nazionale che dovrà portare al Congresso. Le dimissioni arrivano in questi giorni, al raggiungimento dell'obiettivo posto nel suo mandato cominciato ufficialmente il 7 luglio scorso (sebbene fosse già segretario reggente dal 12 marzo), ovvero «costruire un percorso dove raccogliere idee per una prospettiva e preparare il PD ad nuova battaglia».

Durante il discorso tenuto al Forum Dem Martina non ha risparmiato un duro attacco al governo; «Non si governa un grande Paese con l'ossessione del nemico» dice, riferendosi chiaramente alle misure attuate dal governo gialloverde e, riguardo alla Manovra economica approvata dal Governo, la definisce «una Manovra da ladri di futuro perché compromette giovani e donne di questo Paese.» Martina continua dicendo «stanno svendendo l'Italia», in merito all'attacco sferrato da Luigi Di Maio nei giorni scorsi nei confronti del presidente della Bce Mario Draghi nonché alla visita di Giuseppe Conte a Mosca. Lanciata anche una critica nei confronti delle politiche migratorie dell'attuale governo, al quale sembra parlare Martina con la dichiarazione: «L'immigrazione non è un'invasione da bloccare ma una risorsa da gestire». In questo incontro Martina ha altresì tirato le somme, ammettendo le proprie responsabilità nei fallimenti ottenuti, sottolineando: «Siamo orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto in questi anni e proprio per questo sono il primo ad essere irrequieto per le risposte mancate, per gli errori commessi».

Molti gli interventi nella mattinata, tra i quali quello di Andrea Marcucci, capogruppo al Senato Dem, a seguito del qualche dalla platea si percepisce qualche disaccordo di fronte all'ipotesi di posticipare il congresso: «Alle prossime elezioni europee e amministrative il PD dovrà andarci serrando le fila e se questo dovesse portare a posticipare il Congresso non mi straccerei le vesti. Il congresso va fatto in tempo molto rapidi, non si può andare a fine marzo». Di altro parere invece l'ex premier Paolo Gentiloni e il sindaco di Milano Beppe Sala, i quali si dicono favorevoli allo svolgimento del Congresso il prima possibile. Proprio nel suo intervento finale, Maurizio Martina sottolinea l'importanza del Congresso, come «l'occasione per fare una parte del lavoro che ci manca, per sviluppare fino in fondo un'alternativa che muove dal PD ma che deve andare oltre.».

Fonti[modifica]