Spagna: approvata la riforma del lavoro

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venerdì 10 febbraio 2012

File:Fátima Báñez (2011).jpg
Il ministro del lavoro Báñez

Approvato il nuovo provvedimento volto a rivoluzionare il mondo del lavoro spagnolo.

Nella giornata odierna, l’esecutivo guidato dal primo ministro Mariano Rajoy ha varato la riforma del lavoro nell’intento di ridurre il preoccupante tasso di disoccupazione, stimato intorno al 22, 8% nel 2011, con previsioni che lo portano al 24,6% nel 2013. Queste cifre rendono la Spagna il paese dell’Unione europea con la più alta percentuale di disoccupati.

La riforma, annunciata dal vice primo ministro Soraya Saenz de Santamaria, prevede una riduzione dell’indennità di licenziamento, ridotta all’equivalente di 33 giorni lavorativi rispetto ai 45 precedenti. Sono preannunciati inoltre incentivi fiscali per le aziende che scelgono di dare impiego a disoccupati di lungo periodo con più di 30 anni. Il ministro del lavoro e della sicurezza sociale Fátima Báñez ha inoltre comunicato la volontà di sostenere le imprese in crisi tramite una maggiore flessibilità di salari, ambiti e orari e la sospensione dei contratti collettivi.

“Questa è una strategia che si avvia a smantellare il poco che resta dello Stato sociale, inseguendo un modello anglosassone e dando nuovi spazi di trattativa al capitale privato come le grandi imprese, le grandi fortune e le grandi banche”. Con queste parole il deputato Alberto Garzón di La Izquierda Plural esprime lo sconcerto diffusosi tra ampi strati della popolazione spagnola, preoccupata di quella che potrebbe essere una compromissione del Welfare spagnolo.


Fonti[modifica]