Spese della politica, il Quirinale taglia i corazzieri

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sabato 9 febbraio 2008

Corazzieri a cavallo nella sfilata militare del 2 giugno

Contro l'aumento delle spese della politica, il Quirinale si mobilita, e decide di tagliare il corpo rappresentativo dei corazzieri di un centinaio di unità, apportando così, per il bilancio triennale 2007-2009, un risparmio di oltre 3 milioni di euro, a fronte comunque di una spesa di 227 milioni di euro.

Dei 177 membri tagliati dallo staff complessivo di 962 persone, 124 sono appunto corazzieri, che rappresentavano, prima del taglio, una fetta di 267 lavoratori alle dipendenze del capo di Stato, Giorgio Napolitano, che, sin dalla sua elezione, ha apportato una serie di provvedimenti, come il blocco dell'aumento degli stipendi, atti a ridurre le spese.

Nella nota, riportata dal sito internet della Presidenza della Repubblica, si leggono numerose iniziative per contenere il bilancio, piuttosto corposo, come il definitivo tramonto della regolazione degli stipendi in base a quelli dei dipendenti del Senato della Repubblica, per ottenere l'indipendenza, sul punto di vista salariare, dei lavoratori presidenziali.

Il documento, inoltre, tiene in considerazione la gestione delle tenute di Castel Porziano e Villa Rosebery, aperte al pubblico 5 volte in un anno, sempre gratuitamente, e il valore storico-culturale dei beni presidenziali.

Napolitano è il primo presidente che ha preso in mano i bilanci del Quirinale, optando per una riduzione delle spese.

Fonti[modifica]