Stop alle targhe estere delle auto

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sabato 10 novembre 2018

Targa ungherese

Non si potrà più circolare con targa estera, se si ha la residenza in Italia: il governo, con il maxiemendamento al decreto sicurezza approvato in Senato, ha deciso di eliminare il fenomeno cosiddetto della esterovestizione, cioè l’uso di targhe estere per risparmiare su bollo e assicurazione, ed evitare di pagare le multe, rendendosi come fantasmi per il fisco italiano.

A spiegare nel dettaglio le modifiche è stato il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, che ha dichiarato che è stata inserita nel decreto Sicurezza una norma che, con alcune deroghe, vieta, ai residenti in Italia da più di 2 mesi, di circolare con veicoli con targa estera. Coloro che violeranno il divieto, dovranno pagare una multa salata e, se non regolarizzeranno la situazione, si potrà arrivare confiscato il veicolo.

Questo fenomeno interessa tre tipi di utilizzatori: gli italiani che comprano auto nuove di lusso o esportano la propria, in modo fittizio, per non pagare più il superbollo, gli stranieri con permesso di soggiorno che acquistano e usano in Italia il mezzo, ma immatricolandolo nel loro Paese di origine, e gli stranieri irregolari che utilizzano la targa straniera per non essere rintracciati.

Gli articoli 93 e 132 del Codice della strada vengono modificati, aggiungendovi cinque commi: il primo comma vieta di circolare in Italia con un veicolo immatricolato all’estero, a chi abbia qui la residenza da più di due mesi. Il secondo stabilisce le eccezioni: un documento firmato dal proprietario, dal quale risulti il titolo e la durata della disponibilità del veicolo, l'utilizzo di veicolo in leasing o a noleggio da parte di un operatore costituito in un altro Stato europeo o SEE (Spazio economico europeo), un veicolo avuto in comodato d'uso da un’impresa Ue o SEE a un proprio dipendente.

In arrivo quindi controlli più intensi e sanzioni più severe per chi non è in regola. Prima la sanzione per la violazione variava da 84 a 335 euro, d'ora in poi diventerà di almeno 712 euro e l'immatricolazione dovrà avvenire entro sei mesi; durante questo periodo il mezzo sarà tenuto in deposito. Scaduto questo termine si passerà al sequestro del veicolo. Altrimenti, dopo avere pagato la sanzione, si possono consegnare le targhe e i documenti all'ufficio della Motorizzazione Civile, e chiedere il foglio di via e una targa provvisoria per portare il veicolo fuori dall'Italia.

Chi ha un mezzo in comodato, ma non ha il documento attestante la disponibilità, dovrà pagare 250 euro ed esibirlo entro 30 giorni; nel frattempo scatterà un fermo amministrativo. Nell’articolo 132 sono aggiunti l’obbligo di rimpatriare il veicolo, consegnando targhe e documenti stranieri, dopo un anno dall’importazione nel caso che non sia stato reimmatricolato in Italia.

Fonti[modifica]