Stupro fuori dalla discoteca

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Stupro fuori dalla discoteca[modifica]

9 dicembre 2005

Due arresti, e un possibile terzo dopo che verrà fatta l'identificazione, per l'atto di violenza perpetrato ai danni di una ragazza di 15 anni durante la notte del primo dicembre, vicino alla discoteca Cocoon, a Lanciano (Chieti).

In questa discoteca era in corso una festa d'istituto, e durante la serata la ragazza è caduta in una vera e propria trappola: è stata avvicinata da un ragazzo, per il quale provava già una certa simpatia, che le ha chiesto di uscire. Accettato l'invito, la ragazza fuori trova gli altri due, che dopo averla portata in un tunnel abusano di lei.

Dopo una settimana di indagini si è quindi arrivati all'arresto di due giovani rom, un 16enne e un 19enne, entrambi di Lanciano. Uno si trova ora nel carcere di Villa Stanazzo, l'altro in quello minorile di L'Aquila. La terza persona non si sa ancora se sia maggiorenne o meno. La ragazza invece non era di Lanciano e si trovava alla discoteca per passare una serata con gli amici di scuola. Naturalmente della ragazza non viene divulgato il nome, e neanche quello dei due giovani, ma questi vengono descritti come prepotenti e prevaricatori. Sembra che oltre agli accertati tre ragazzi che hanno partecipato allo stupro vi fossero altre due persone che assistevano in disparte, in attesa che venisse il loro turno.

I medici del pronto soccorso hanno riscontrato morsi al seno, lividi sul corpo e lesioni dell'apparato vaginale, hanno riferito i militari dell'Arma. È stato ritrovato del materiale biologico che verrà esaminato dalla scientifica per accertare chi è stato coinvolto e fino a che punto.

Fortunatamente a Lanciano non esiste una vera e propria cortina di silenzio che possa ostruire il corso delle indagini. "Ci siamo resi conto che qualcuno sapeva più di quanto diceva" ha dichiarato il tenente Mazzotta "e in questo caso è fondamentale il comportamento dei genitori". "Quando succedono queste cose invitiamo chiunque a denunciare", ribadisce il tenente, "affinché non restino casi impuniti, e l'impunità non dia adito a fenomeni simili: consigliamo ai ragazzi di fidarsi dei carabinieri e delle forze dell'ordine in genere".

Fonti[modifica]