Sudan: presidente al-Bashir incriminato, espulse 13 ONG

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sabato 7 marzo 2009

Omar Hasan Ahmad al-Bashir.

La Corte Penale Internazionale ha emesso il 4 marzo un mandato di cattura contro Omar Hasan Ahmad al-Bashir, presidente del Sudan, accusato di crimini di guerra e contro l'umanità per i massacri nella regione del Darfur. Non è stata però accolta l'accusa di genocidio.

Per il governo di Khartum questo mandato d'arresto internazionale «è nuovo colonialismo», mentre a livello popolare si segnalano da giorni manifestazioni a favore del presidente.

La Lega Araba e l’Unione Africana chiederanno, sostenute dalla Russia e dalla Cina, la sospensione per un anno del mandato d'arresto al consiglio generale dell'ONU, ma USA e Gran Bretagna hanno già espresso la loro contrarietà alla richiesta.

Nel frattempo 13 ONG sono state espulse dal Sudan, accusate di aver cospirato contro la popolazione. Sulle 76 presenti nel Paese centrafricano, queste 13 forniscono da sole più della metà degli aiuti.

Il segretario generale Ban Ki-moon: «L’espulsione delle 13 organizzazioni non governative dal Darfur danneggerà irreparabilmente le operazioni umanitarie mettendo a rischio la vita di centinaia di migliaia di persone».

Fonti[modifica]

Wikivoyage

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