Travaglio attacca Schifani: polemiche bipartisan

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domenica 11 maggio 2008

Il 10 maggio 2008 Marco Travaglio, durante il programma televisivo "Che tempo che fa" condotto da Fabio Fazio, ha attaccato il presidente del Senato Renato Schifani: lo ha paragonato, riciclando due battute dette da Daniele Luttazzi nel 2001 a "Satyricon" sui politici italiani e su Rutelli, a un "lombrico" e alla "muffa"; e ha ripreso le accuse di aver avuto delle amicizie con dei mafiosi riportate nel libro "I complici" di Lirio Abbate e Peter Gomez, criticando fortemente l'assenza di professionalità dei giornalisti e rimproverando loro d'essere al servizio dei politici.

« Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi? Io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi perché non lo vuole né la destra né la sinistra: e io che c'entro con la destra e con la sinistra? Loro prendano le posizioni politiche che vogliono, ma io devo fare il giornalista. »

Fazio ha mostrato una certa preoccupazione, ad un certo punto ha detto di non essere d'accordo con lui su niente, e poi ha anche ipotizzato che Travaglio non abbia in simpatia De André: cosa che invece lui ha smentito categoricamente. Le parole più caustiche che Travaglio abbia pronunciato su Schifani sono state quelle relative alla 'muffa'. In sostanza ha detto: partendo da nomi illustri come De Gasperi, si arriva a Schifani, e ha ipotizzato quali orrori il futuro avrebbe riservato ancora, scendendo al livello di 'muffe e lombrichi'. Ma poi si è corretto: 'almeno con la muffa ci si fa la penicillina, quindi è utile'.

Il giorno successivo Fabio Fazio all'inizio della puntata di "Che tempo che fa" ha letto una lettera di scuse da parte del direttore generale Claudio Cappon:

« In relazione alle dichiarazioni rilasciate ieri da Marco Travaglio nel corso di questa trasmissione, non solo si dissocia a nome della Rai e manifesta nei confronti del presidente del Senato Renato Schifani la più alta considerazione e rispetto, ma non può che stigmatizzare un comportamento inaccettabile in qualsiasi programma del servizio pubblico che mette in campo critiche, insulti e affermazioni diffamanti senza alcuna possibilità di contraddittorio. »

Subito dopo Fazio si è associato alla lettera chiedendo scusa ai telespettatori.

A seguito di quanto detto da Marco Travaglio diversi esponenti politici hanno rilasciato le loro dichiarazioni. Lo stesso Renato Schifani dice che "si tratta di fatti inconsistenti o manipolati che non hanno nemmeno la dignità per generare sospetto".

Sia Altero Matteoli (PDL) che Anna Finocchiaro (PD) hanno criticato duramente l'intervento di Marco Travaglio, mentre Mario Adinolfi (PD) e Antonio Di Pietro (IdV) lo hanno sostenuto. Per la Finocchiaro ha dichiarato infatti: «Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio».

Marco Travaglio ha in seguito risposto alle polemiche dicendo di essere stato fin troppo buono con Schifani e che tutto quanto è documentato sul suo libro Se li conosci li eviti. Sul fatto sollevato da alcune persone, tra le quali Anna Finocchiaro, per il quale le accuse non hanno avuto un contraddittorio, Travaglio ha risposto di non aver lanciato alcuna accusa, ma di aver fatto solo cronaca.

« A me fa piacere che il neo capogruppo di Forza Italia Cicchitto invochi un clima di pace e serenità anche nel settore dell'informazione - ha detto Giulietti. Non avevo colto questa sua vocazione perché non avevo mai sentito la sua voce né quella di alcuni dirigenti Rai (e non tutti di destra) all'epoca dell'editto bulgaro e neppure alcune settimane fa quando a reti semiunificate è stato consentito l'elogio di Mangano, senza contraddittorio alcuno o quando vi è stata un'esaltazione dei fucili padani, subito derubricata a goliardata da compiacenti reggimicrofono. In quel caso ci fu un signorile silenzio tombale. »

Di Pietro, in netta controtendenza anche con il Partito Democratico ha preso le difese di Travaglio con veemenza nel suo post odierno, che ha ricevuto oltre 600 repliche nel suo blog. In cui dice tra l'altro:

« Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro. Il cronista racconta come sono andati i fatti e paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore. »

Fonti[modifica]