Uber Italy in amministrazione straordinaria

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sabato 30 maggio 2020

Un "rider" di Uber Eats nella città giapponese di Chiba

Nella giornata di ieri il Tribunale di Milano ha condannato Uber Italy s.r.l., filiale italiana del gruppo statunitense, predisponendone il commissariamento. L'azienda in particolare è stata accusata di caporalato nei confronti dei molti "riders" reclutati per il servizio Uber Eats. Risulta infatti, anche dalle dichiarazioni degli stessi dipendenti, che l'azienda abbia mirato all'assunzione di persone emarginate socialmente o ritenute "più fragili" e che essi venissero sottopagati (con uno stipendio fisso di 3 euro all'ora e la sottrazione delle eventuali mance) e minacciati dagli stessi indagati.

La situazione si sarebbe ulteriormente aggravata con lo scoppio della pandemia di COVID-19 e le conseguenti misure di contenimento adottate in Italia, che hanno aumentato considerevolmente la domanda per l'attività di "food delivery".

Uber in una nota ha fermamente condannato qualsiasi comportamento di caporalato avvenuto attraverso le proprie filiali italiane.

Fonti[modifica]