Ucciso in Malesia il fratellastro del leader supremo della Corea del Nord, Kim Jong-un

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mercoledì 15 febbraio 2017

Lunedì è stato ucciso Kim Jong-nam, fratellastro del leader supremo della Corea del Nord, Kim Jong-un. È stato ucciso da due donne ritenute agenti segreti nord coreane. La causa della morte, avvenuta all'aeroporto di Kuala Lumpur (Malesia), sarebbe l'avvelenamento. La polizia sta comunque ancora indagando sulla morte e sta cercando possibili indizi che portino a qualche pista così da ricostruire il movente dell'assassinio.

Kim era all'areoporto per prendere un volo diretto a Macao quando si è sentito male al terminal low-cost dell'aeroporto internazionale di Kuala Lumpur. «Sembra che qualcuno lo abbia afferrato o abbia tenuto la sua faccia da dietro» ha spiegato un poliziotto aggiungendo che Kim «si è sentito stordito e ha chiesto aiuto al desk dell'aeroporto». Successivamente, accorsi gli aiuti, è stato portato all'ambulatorio dell'areoporto, da dove poi è stato trasferito in ospedale, visto che le sue condizioni non miglioravano. Kim è però morto in ambulanza durante il tragitto all'ospedale.

La tv sudcoreana Chosum ha comunicato che Kim Jong-nam sarebbe stato avvelenato tramite un ago da due donne, ritenute agenti della Corea del Nord, poi fuggite in taxi e che ora sono ricercate.

Fonti[modifica]