Uomo afghano condannato a 3 anni ed 8 mesi di reclusione per le violenze commessa su moglie e figlia

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Milano, sabato 10 novembre 2018

Sede del tribunale dove H.A.A. è stato condannato; foto del 2008.

H.A.A., uomo afgano di trent'anni, difeso da Maria Pia Licata, è stato condannato martedì dal GUP Guido Salvini a 3 anni ed 8 mesi di reclusione per aver maltrattato la moglie, sposata con lui in Pakistan da quando aveva 15 anni, picchiandola e minacciandola più volte, chiudendola a chiave dentro casa e violentandola 3 volte, e la figlia di un anno, schiaffeggiandola perché di sesso femminile; la condanna è avvenuta con rito abbreviato e le attenuanti generiche, in quanto soggiornante in Italia con un permesso di soggiorno valido, che si sono sommate alle aggravanti, ovvero aver compiuto i reati contro il coniuge, annullandosi a vicenda, mentre è stato stabilito che al termine del periodi di reclusione venga espulso verso l'Afghanistan.

Gli atti di violenza, che sono consistiti in schiaffi alla figlia da quando è uscita dall'ospedale dopo la nascita e calci, pugni, frustate con il cavo del caricabatteria del cellulare e con la cinghia della borsa alla moglie, oltre alla reclusione forzata, agli abusi sessuali e ad una ferita da coltello, sarebbero avvenuti a marzo mentre l'arresto dell'uomo è avvenuto il 30 agosto; la condanna comprende inoltre un risarcimento danni verso la donna, costituitasi parte civile e difesa da Ilaria Scaccabarozzi, ed una multa di €20.000.

La donna e la figlia si trovano adesso in una comunità.

Fonti[modifica]