Utility: con l'acqua pubblica, rischio calo investimenti e aumento tariffe del 15%

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giovedì 8 novembre 2018



Acqua potabile che sgorga dal rubinetto casalingo

I rappresentanti delle utility, nel corso di un'audizione presso la Camera dei Deputati, hanno espresso perplessità sul disegno di legge promosso da Federica Daga del Movimento 5 Stelle, che vuole riportare la gestione del ciclo idrico interamente sotto controllo pubblico.

Osservazioni al disegno di legge Daga[modifica]

Le utility hanno ricordato il processo di miglioramento compiuto negli ultimi anni grazie alle nuove norme dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che hanno fatto ripartire gli investimenti per le infrastrutture. Sempre secondo le utility, con il disegno di legge si ridurrebbero le dimensioni delle società, che non potrebbero fare gli investimenti necessari per ridurre le perdite, adeguare il sistema fognario e per i depuratori; inoltre per il pubblico sarebbe più difficile reperire risorse finanziarie rispetto alle società quotate, quindi i maggiori costi si scaricherebbero sulle tariffe applicate agli utenti, con aumenti del 10-15%.

Utility che hanno partecipato alle audizioni[modifica]

Alle audizioni presso la Commissione Ambiente hanno partecipato gli amministratori di ABC Napoli, Acqualatina, dell'Acquedotto pugliese, di A2A, Acea, Hera, Iren, Utilitalia, Viveracqua (Gestori idrici del Veneto).

Fonti[modifica]