Verona: il prefetto mette in allarme su possibili infiltrazioni mafiose

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

Verona, sabato 20 febbraio 2021

Il prefetto di Verona Donato Giovanni Cafagna, in un'intervista rilasciata al quotidiano Avvenire, ha illustrato come le cosche mafiose si stiano insediando sempre più stabilmente nell'Italia settentrionale. La provincia di Verona in particolare sarebbe una prede piuttosto ambita dalla criminalità organizzata, visto l'ampio tessuto produttivo presente.

Tra le caratteristiche principali della mafia veronese vi sono certamente la mimetizzazione, quindi l'evitare di commettere atti di particolare violenza che possano dare nell'occhio (incendi, estorsioni, omicidi), e il "camaleontismo societario", quindi l'utilizzo e la costituzione di diverse società per rendersi difficilmente rintracciabile e attaccabile, anche grazie all'aiuto di diversi spregiudicati professionisti del settore. Questi si trovano spesso a capo delle cosiddette "società cartiere", create con il solo obiettivo di danneggiare lo Stato; in tal senso il prefetto sottolinea l'importanza delle misure di prevenzione patrimoniale e una particolare attenzione da parte degli ordini professionali, al fine di cancellare dagli albi chiunque dovesse prestarsi a queste attività illecite.

I gruppi locali sembrerebbero in larga parte legati alla 'ndrangheta calabrese e pare che molti di questi gruppi, avversari nella loro terra di origine, riescano a trovare una sorta di equilibrio con il fine di svilupparsi ulteriormente nel territorio.

Fonti[modifica]