Vigilia elettorale in Serbia 2008

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sabato 19 gennaio 2008

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Sono nove i candidati che domani, 20 gennaio 2008, si affronteranno nelle elezioni presidenziali serbe. Nonostante nella giornata odierna si sia conclusa la campagna elettorale è alta la tensione tra i partiti in lizza per i risultati delle urne, che si prevedono incerti anche per via della forte astensione che dovrebbe avvicinarsi al 50% degli aventi diritto al voto. I favoriti sono il presidente uscente Boris Tadić, leader del Partito Democratico (DS) e il nazionalista Tomislav Nikolić, capo del Partito radicale serbo (SRS).

Nessuno tra gli aspiranti presidenti dovrebbe tuttavia riuscire a essere eletto al primo turno: i sondaggi danno Nikolić in vantaggio con due/tre punti percentuali di scarto sul rivale, il quale risulta tuttavia favorito in caso di ballottaggio. La campagna elettorale è stata estremamente morbida a causa della delicatezza degli equilibri in gioco. I due favoriti sono stati cauti nel non scontentare o inimicarsi con le proprie dichiarazioni l'elettorato dei partiti che, presumibilmente, rappresenteranno l'ago della bilancia nel ballottaggio. Tra questi è opportuno citare il Partito Liberal Democratico (LDP) che dovrebbe attestarsi intorno al 7% e che, condividendo parte dell'elettorato con Tadić, dovrebbe appoggiarlo durante il secondo turno. Più incerte saranno le eventuali indicazioni di voto del partito democratico della Serbia (DSS) del Primo Ministro Vojislav Koštunica che, insieme al partito Nuova Serbia (NS) conterebbe all'incirca il 10% dell'elettorato e dei socialisti (SRS), che dovrebbero essere sostenuti da circa il 6% dei votanti.

Altro effetto di questa estrema frammentazione politica è l'avvicinarsi dei programmi dei due candidati. Nikolić, pur rappresentando le istanze dei nazionalisti serbi, ha affermato che si impegnerà a collaborare con l'Unione Europea e non isolerà la Serbia dal resto d'Europa, mentre Tadić, più liberale, ha dichiarato pubblicamente di essere contrario alle istanze di indipendenza del Kosovo.

Vi sono inoltre diverse peculiarità nelle campagne elettorali dei candidati: Nikolić è stato supportato dall'agenzia americana Quinn Gillespie and Associates, la quale ha cercato di smussare rispetto al passato (il leader dei radicali si era infatti già candidato 2 volte alla presidenza) i toni dello stesso, a Tadić è invece, inaspettatamente, giunto il supporto del Presidente russo Putin.

Fonti[modifica]