Voci discordanti sulla data di esecuzione di Saddam Hussein

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venerdì  29 dicembre 2006

Il Ministro degli esteri iracheno, Hoshyar Zebari, ha smentito le voci secondo le quali l'ex dittatore del Paese, Saddam Hussein, sarebbe già stato consegnato dalle forze americane alle autorità locali, preludio dell'esecuzione: «Non è stato consegnato alle autorità irachene», ha detto, precisando che «non c'è alcuna data definita per l'esecuzione», dovendo «essere completate alcune procedure legali prima che sia consegnato». La notizia della consegna di Saddam alle autorità irachene era stata diffusa, nel corso del pomeriggio, dall'emittente televisiva statunitense Cnn.

La tesi di Zebari è stata confermata dal Dipartimento di Stato americano che ha dichiarato che Hussein si trova ancora sotto la custodia delle forze statunitensi: «Non ci sono cambiamenti nel suo status», ha dichiarato il portavoce Tom Casey.

Fonti governative irachene hanno comunicato che data e ora dell'esecuzione saranno comunicate al condannato attraverso la notifica di un "cartellino rosso", creato proprio sotto il regime di Hussein.

Secondo il Presidente della Corte d'Appello penale, Arif Abdulrazzak Shaheen, «la condanna a morte di Saddam è stata approvata, ma non credo che l'esecuzione possa essere eseguita prima della fine delle celebrazioni per la Festa del Sacrificio». A seconda delle interpretazioni, tale festa è celebrata nel mondo islamico a partire da sabato o da domenica. Per legge, lo stesso giudice dovrà essere presente all'esecuzione del reo, ma al momento Shaheen si trova a Suleymania, nel Kurdistan, e questo particolare fa pensare ad un possibile slittamento dell'impiccagione di Hussein.

Di parere diverso Giovanni Di Stefano, legale italiano dell'ex dittatore, ed il giudice Munir Haddad. Il primo ha dichiarato alla Cnn che l'impiccagione sarà eseguita «a breve, entro le prossime due ore», pur confermando che Hussein «è ancora sotto custodia degli americani». Il giudice della Corte d'Appello Haddad ha invece affermato che «sono stati presi tutti i provvedimenti e non ci sono ragioni per un rinvio». Analogo, inoltre, il parere di uno degli avvocati iracheni di Saddam, secondo il quale l'esecuzione avverrà all'alba di domani.

Secondo la televisione irachena, a Baghdad sarebbero state allestite due forche mentre il giudice, il medico ed il religioso che dovrebbero assistere all'esecuzione sarebbero già stati allertati.

Vige, in ogni caso, lo stato di massima allerta in tutto il Paese, in vista delle possibili violenze che potrebbero seguire l'impiccagione di Hussein.

Saddam Hussein è stato condannato alla pena capitale in quanto ritenuto colpevole di crimini contro l'umanità per la strage di 148 sciiti, compiuta a Dujail nel 1982.

Una fine affrettata per motivi politici?[modifica]

Ahmet Essadik, uno degli avvocati di Saddam, aveva dichiarato ieri durante un'intervista che, a suo parere, l'esecuzione sarebbe dovuta avvenire entro il 2 gennaio 2007, perché il giorno successivo i democratici avrebbero assunto il controllo del Congresso, rendendo più difficile la consegna effettiva del prigioniero agli iracheni, tentati di sottrarre, in tal modo, all'amministrazione Bush, l'occasione di esibire un raro successo d’immagine a fini di politica interna nel quadro dei numerosi fallimenti collezionati durante l'avventura irachena.per l’amministrazione Bush dall’inizio dell’avventura irachena. A spingere verso una soluzione immediata anche il fatto che praticamente tutti i governi europei si erano dichiarati contrari all'esecuzione e in questo contesto diveniva cruciale per l'Amministrazione USA dare l'impressione che il governo Iracheno fosse effettivamente in grado di agire in modo indipendente e speditamente, nonostante le opposizioni internazionali all'esecuzione, giunte anche dall'India.

Fonti[modifica]