Assemblea Regionale Siciliana: i costi del Parlamento isolano

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sabato 29 settembre 2007

L'Assemblea Regionale Siciliana (Ars) è il Parlamento dell'isola, frutto dell'autonomia della Regione, costituzionalmente titolare di uno Statuto speciale. L'organo è composto da 90 deputati ed ha sede a Palazzo dei Normanni, a Palermo.

In qualità di Consigliere parlamentare, all'Ars ha lavorato anche Livio Ghersi. Da "addetto ai lavori", Ghersi, nel giugno 2006, ha inviato una lettera al Presidente dell'Assemblea riassumendo, in trentanove pagine, un vero e proprio dossier sulle spese del Parlamento isolano. Tra le altre cose, nella sua lettera Ghersi ha sottolineato l'inutilità dell'apertura di una sede di rappresentanza a Catania (l'Ars ha comunque altre due rappresentanze: una a Roma ed una Bruxelles); l'anomalia realizzata con la dismissione del centralino telefonico (che occupava cinque dipendenti) a favore della stipula di un contratto con un call center di Enna (peraltro collegio di un autorevole componente del Consiglio di Presidenza); l'uso smodato degli autisti, impegnati anche in attività non istituzionali; le stranezze nell'approvazione dei documenti contabili da parte dell'Assemblea.

A quest'ultimo riguardo, una annotazione va fatta a margine della seduta 368 del 24 marzo 2006, all'ordine del giorno della quale era posta, tra le altre cose, anche l'approvazione del rendiconto finanziario dell'anno 2005. Un documento importante, nel quale ovviamente i numeri esprimono e traducono scelte di carattere politico, che aveva giustificato entrate per 142.185.000,00 euro ed uscite per 141.327.236,90 euro. Un documento, insomma, per l'approvazione del quale una compiuta discussione avrebbe richiesto almeno alcune ore.

La seduta si apre alle 11.05 del mattino, presieduta dall'allora Vicepresidente dell'Assemblea, Salvatore Fleres (FI). La discussione e l'approvazione del documento richiedono complessivamente cinquantasette secondi di tempo. In meno di un minuto il Vicepresidente Fleres ha aperto e chiuso sette votazioni, che si sarebbero dovute svolgere con il sistema del voto palese per "alzata e seduta". Difficile credere che Fleres abbia mai alzato gli occhi dai fogli che stava leggendo per vedere se qualche deputato, manifestando così la propria opposizione all'approvazione di una parte del documento, si fosse alzato dal proprio scranno.

La denuncia di Ghersi è caduta nel vuoto: il Consigliere non ha ricevuto nessuna risposta ed ha risposto al silenzio delle istituzioni con le proprie dimissioni: «Sono stato educato alla libertà e quindi al senso di responsabilità personale», ha dichiarato.


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