Birmania: condanna Aung San Suu Kyi, la UE aumenta le sanzioni

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giovedì 13 agosto 2009

Dopo il verdetto di condanna della leader dell'opposizione birmana Aung San Suu Kyi a 18 mesi agli arresti domiciliari, la Unione Europea ha aumentato le sanzioni contro la Birmania, come preannunciato. In particolare, le sanzioni colpiscono i giudici che hanno emesso il verdetto contro la Suu Kyi, inseriti adesso tra le persone indesiderate in Europa e soggetti al congelamento dei beni di proprietà. La lista di persone e società indesiderate è stata estesa anche alle società di membri al potere in Birmania o di loro collaboratori.

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Fonti[modifica]