Centrale del Latte di Roma ritorna al Comune. A rischio i 162 dipendenti

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giovedì 1 dicembre 2022

La multinazionale francese LactalisWikipedia-logo-v2.svg, proprietaria del marchio ParmalatWikipedia-logo-v2.svg e della Centrale del Latte di RomaWikipedia-logo-v2.svg, intende restituire di propria iniziativa al comune le sue quote societarie della Centrale, pari al 75%. Da gennaio, dunque, metà della produzione sarà spostata altrove. La decisione appare come "un fulmine a ciel sereno" e mette in agitazione i 162 dipendenti, più gli oltre mille dell'indotto, compresi i piccoli produttori già provati dalla crisi. La notizia arriva dopo una storia travagliata sulla proprietà delle quote a seguito della privatizzazione della Centrale nel 1997: fino a quel momento la storica Centrale, fondata nel 1900, era rimasta nelle mani del municipio e assicurava l'approvvigionamento di latte ai romani e la continuità di un settore dalla lunga tradizione.

In questi giorni, i sindacati hanno iniziato a lavorare con il Comune per trovare un accordo sul futuro dei lavoratori della Centrale. I sindacati hanno, comunque, sottolineato la loro posizione sull'annosa controversia delle quote sottolineando che "la decisione della Parmalat di restituire le azioni in suo possesso sia grave e inaccettabile". Controversia che non dovrebbe ricadere sulle spalle dei lavoratori del comparto. Pertanto, era stato indetto uno sciopero il giorno 22 novembre per manifestare la loro contrarietà a questa decisione: sciopero poi revocato con la ripresa delle trattative con il Campidoglio.

Fonti[modifica]