Cerimonia di apertura dell'anno scolastico 2008-2009 al Quirinale

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lunedì 29 settembre 2008

Il Presidente Giorgio Napolitano durante il suo intervento in occasione della cerimonia di apertura dell'anno scolastico

Si è svolta questo pomeriggio, a partire dalle 17, la cerimonia di apertura dell'anno scolastico 2008-2009 nel Cortile d'Onore del Palazzo del Quirinale a Roma. Presenti il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, il Presidente della Commissione Cultura del Senato Guido Possa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta e altre autorità politiche, civili e militari, 2 500 studenti circa provenienti da varie scuole d'Italia di ogni ordine e grado, esponenti del mondo accademico, dello spettacolo, dell'arte e dello sport (come, ad esempio, gli atleti italiani delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi di Pechino).

La cerimonia è stata trasmessa in diretta su RaiUno dalle 17 alle 18.45 circa, all'interno della trasmissione Tutti a scuola, presentata, come già in passato, da Fabrizio Frizzi. Nel corso dell'evento, il Ministro Gelmini e il Capo dello Stato hanno rivolto un messaggio di augurio agli studenti, alle loro famiglie e ai docenti.

Un altro momento del discorso di Napolitano

Alcuni studenti hanno presentato progetti realizzati nel corso dell'anno su tematiche come «l'impegno civile e sociale, la solidarietà, il volontariato, la pratica sportiva, la cittadinanza attiva e consapevole»; riprese da Rai Educational, le performance degli studenti saranno messe in onda sui canali Rai EDU nella prima settimana di ottobre.

Per il Ministero dell'Istruzione, si è inteso ribadire la centralità della scuola nella vita e per lo sviluppo del Paese, nonché l'importanza del ruolo dell'istruzione e della formazione per la crescita umana, civile e culturale delle giovani generazioni. Filo conduttore della cerimonia è stato quello dell'educazione civica, intesa come responsabilità solidale e partecipata, e quello della cultura della sicurezza verso se stessi, verso gli altri e verso l'ambiente che ci circonda. Si sono affiancati a questi temi quelli che hanno sempre caratterizzato la manifestazione, l'identità nazionale e i valori della Carta costituzionale.

Le performance[modifica]

Il Presidente Napolitano con alcuni campioni olimpionici

Ecco l'elenco delle performance e dei lavori presentati:

  • La squadra maschile della Scuola Media "Carlo Porta" di Milano e la squadra femminile di atletica leggera della Scuola Media Statale "E. Fermi" di Bussoleno, che hanno trionfato nelle finali nazionali dei Giochi Sportivi di 1° grado hanno incontrato alcuni degli atleti italiani che hanno partecipato ai Giochi Olimpici di Pechino.
  • L'Istituto Comprensivo "C. Ridolfi" di Lonigo, che porta avanti un progetto sull'integrazione degli studenti stranieri per mezzo dell'educazione musicale, ha eseguito sul palco l'inno italiano, accompagnato da alcuni coristi provenienti da diverse scuole militari italiane.
  • È stato presentato uno spot di 40 secondi dal titolo Smontailbullo, realizzato da Andrea Jublin con la collaborazione di alcuni istituti di Roma e la presenza dell'attrice Victoria Cabello, con lo scopo di dare un messaggio contro la violenza nelle scuole, con «un taglio volutamente surreale e divertente per affrontare il problema del bullismo tra i giovani».
  • L'Istituto Comprensivo "Archeologia" di Roma ha presentato del materiale visivo che mostra come studenti, famiglie e preside si siano dati da fare per porre rimedio ai danni subiti a dicembre in seguito a gravi atti di vandalismo.
  • Sono stati presentati 6 spot realizzati dall'IPSCT "G. Caboto" di Chiavari, in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale per la Liguria e la Provincia di Genova, nell'ambito del progetto "Viva la Costituzione che vive", in occasione del 60° anniversario della Costituzione italiana; questi i temi:
    • L'importanza del testo costituzionale;
    • Lavoro, solidarietà: i valori sanciti dopo la guerra;
    • Prendersi cura dell'altro;
    • Art.21: Diritto a manifestare il proprio pensiero;
    • L'importanza del voto: 60 anni di libertà;
    • Il voto alle donne: riconquistare la dignità ogni giorno.
  • L'Istituto di Istruzione Superiore "Isabella Morra" di Matera ha presentato un progetto multidisciplinare dal titolo "I ragazzi e le libertà: uso didattico della Costituzione come 'officina' di pensiero e 'palestra' per l’educazione all’esercizio di diritti e libertà fondamentali", optando per un'esibizione di "danza creativa".
  • L'IPSSAR "Cavalcanti" di Napoli, l'IPSSAR "Castel Volturno" e l'IPSSAR "Piedimonte Matese" di Caserta hanno presentato mozzarelle di bufala prodotte in caseifici confiscati alla criminalità organizzata.

Gli interventi[modifica]

Il Presidente Giorgio Napolitano con il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini

Nel suo saluto, il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha sottolineato che «è indispensabile che ciascuno di noi si interroghi sul senso stesso della scuola, è opportuno che si lavori insieme, studenti, famiglie, docenti e istituzioni, per realizzare un progetto condiviso e duraturo: lo meritano bimbi, ragazzi, genitori, lo merita l'intera società, lo merita l'Italia».

«Partecipare a questa giornata è partecipare attivamente alla vita della Repubblica perché è proprio la scuola uno dei principali pilastri della Repubblica, un'officina di sapere e cultura che ogni giorno trasforma i giovani di oggi nei cittadini di domani. È la coscienza individuale e collettiva, infatti, che la scuola con i suoi insegnanti ha il compito di risvegliare in ciascun cittadino per renderlo consapevole delle proprie capacità e della realtà in cui vive.»

«Partecipare alla vita della Repubblica - ha dichiarato il ministro Gelmini - significa essere consapevoli della nostra storia, del nostro presente e della nostra comunità, significa conoscere le regole di convivenza civile che sono e che devono essere la base del vivere associato nel rispetto e nella tolleranza. La Costituzione è il fondamento della nostra convivenza ed è proprio la scuola ad avere il compito, il dovere di renderla bussola della vita per ciascun cittadino del domani».

«La scuola non deve separarsi dalla società e deve far crescere le giovani generazioni nella passione dello studio e della conoscenza, nella capacità di costruirsi un futuro di lavoro e di vita famigliare, e al tempo stesso deve farle crescere nel senso civico, nella coscienza dei diritti e dei doveri scolpiti nella nostra Costituzione, nell'attaccamento alla Patria, alla nazione italiana e nella volontà di partecipazione democratica nel quadro delle istituzioni repubblicane», ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo messaggio.

Il Presidente Giorgio Napolitano durante il suo intervento

«Per avere un'Italia migliore abbiamo bisogno di una scuola migliore; e a tal fine possiamo contare su risorse e competenze da mettere ancor meglio a frutto. Le condizioni del nostro sistema scolastico richiedono scelte coraggiose di rinnovamento: non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell'esistente.»

«Quali siano i problemi da affrontare, quali siano i punti di forza, di maggior rendimento del nostro sistema scolastico, e quali siano i suoi punti più critici, e le sue più gravi insufficienze - ha sottolineato Napolitano - lo hanno detto elaborazioni, dibattiti e proposte, anche degli anni più recenti». «Anche in questo campo, non si tratta di ripartire da zero ogni volta che con le elezioni cambi il quadro politico» è stato il monito del presidente.

Napolitano, verso la fine, ha rivolto alcune parole agli insegnanti: «Gravano su di voi le maggiori responsabilità per far funzionare e rendere migliore la scuola italiana, per aprirla a nuove esigenze, e anche a presenze nuove come quelle delle ragazze e dei ragazzi immigrati, provenienti da culture e formazioni diverse. È in primo luogo a voi che si deve tutto quel che si realizza di positivo nella scuola, anche nelle condizioni più difficili e disagiate, specie nel Mezzogiorno». Da qui, l'invito a dare un contributo «al superamento di tutte le difficoltà che in questa fase la scuola italiana è chiamata a fronteggiare aprendosi al cambiamento». In conclusione, un messaggio alle famiglie: «Non può esserci dubbio sul fatto che le famiglie e la scuola sono impegnate nella stessa missione educativa; anche, voglio dire, nello stesso dovere di esempio morale e di severità».


Fonti[modifica]


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