Coppa del Mondo di rugby femminile 2021: Nuova Zelanda designata Paese organizzatore

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mercoledì 14 novembre 2018

Sarà la Nuova Zelanda a ospitare la nona edizione della Coppa del Mondo di rugby femminile, ha annunciato Bill Beaumont, presidente del comitato esecutivo di World Rugby, organismo di governo del rugby a 15 mondiale, nella sua riunione di Dublino, in Irlanda.

Le candidature più credibili giunte a World Rugby nel giugno scorso erano state, in effetti, quelle di Australia e, appunto, Nuova Zelanda, avendo Inghilterra e Francia organizzato la competizione già nel 2010 e 2014, e non avendo il Portogallo una tradizione rugbistica reputata di sufficiente rilievo.

Si tratta della seconda edizione extraeuropea in assoluto (la prima fu in Canada nel 2006) e la prima nell’Emisfero Sud. La Nuova Zelanda aveva già ospitato due Coppe del Mondo maschili nel 1987 e 2011 e diventa così il quarto Paese, dopo Galles, Inghilterra e Francia, ad avere ospitato entrambe le competizioni, sia quella maschile che quella femminile.

Le neozelandesi, note internazionalmente come Black Ferns, si presentano al torneo da campionesse in carica avendo vinto l’edizione 2017 in Irlanda.

Le città destinate a ospitare la competizione, che si terrà indicativamente tra luglio e agosto 2021, sono Auckland (con il Waikatere Stadium da 5 000 posti, l’Albany Stadium e l’Eden Park, verosimilmente destinato alla finale) e Whangarei con il suo Northland Event Centre.

Storia[modifica]

La prima Coppa del Mondo femminile si tenne nel 1991 in Galles, ma non fu prima del 1998, alla sua terza edizione, che l’International Rugby Board vi appose il sigillo dell’ufficialità (poi estesa anche alle prime due edizioni). Nel 1994 il torneo si tenne in Scozia, nel 1998 nei Paesi Bassi, nel 2002 in Spagna, nel 2006 in Canada, nel 2010 in Inghilterra, nel 2014 in Francia e infine nel 2017 in Irlanda.

La Nuova Zelanda ha vinto cinque edizioni della Coppa (quattro consecutive tra il 1998 e il 2010), l’Inghilterra due (quella del 1994 e del 2014) e gli Stati Uniti una, quella inaugurale del 1991.

L’Italia ha preso parte alla più recente edizione del 2017 dopo un’assenza di 15 anni, e in precedenza aveva partecipato nel 1998 e nel 1991; il suo risultato più recente è il nono posto della citata Coppa 2017.

Fonti[modifica]

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