Criminalità in calo in Europa e l’Italia è la più sicura

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mercoledì  22 novembre 2006

Si sente spesso parlare della criminalità, di Napoli, di Palermo e della mafia in generale. Secondo alcuni sondaggi l'opinione generale sulla criminalità è che i criminali sono sempre all'erta e che di sicuro non c'è stato un calo nel numero dei morti e dei reati in generale.

La realtà però è ben diversa, infatti si contano "solo" 714 omicidi volontari nel 2004 contro i 1186 avvenuti nel 1981. C'è stato quindi un calo complessivo del numero dei delitti compiuti in tutti questi anni corredato comunque da picchi avvenuti per esempio a cavallo tra gli anni '80 e '90 portando a 1916 morti.

Quando qualcuno pronuncia la parola "malavita" o "criminali" molto spesso il nostro pensiero ricade inesorabilmente sulla mafia. L'opinione comune diffusa in Italia direbbe che il nostro stato non è sicuro, è pieno di criminali e, ultimamente, che è pieno di immigrati. Il rapporto criminalità immigrazione non è però sempre vero in quanto Roma risulta la capitale più sicura al mondo con 0,4 morti ogni 100 mila abitanti. Nel resto dell'Europa invece la media arriva ad essere anche di 4,7 morti ogni 100 mila abitanti, come accade ad Amsterdam. Palermo e Napoli restano comunque i focolai dei reati criminali e questo, secondo molti, porterebbe il nostro paese tra quelli a più alta criminalità. Fortunatamente i dati continuano a contraddire le opinioni comuni, e sebbene Palermo e Napoli aumentino la percentuale della criminalità italiana, essa si mantiene relativamente bassa. Infatti, in Italia vengono uccisi 1,2 persone ogni centomila abitanti contro i 9,4 uccisi in Lituania.

A questi dati il criminologo Ernesto Savona, docente di Criminologia alla Cattolica di Milano, risponde spiegando che l'Italia sta attraversando un periodo tranquillo in continuo calo. L'Italia infatti è una dei paesi più tranquilli dell'Europa, e la stessa Europa è il continente più tranquillo del mondo.

Queste affermazioni vanno però contro l'opinione comune, che ritiene non sia difficile falsare i dati giungendo a risultati errati. Tuttavia, in questo caso, ci troviamo di fronte a dati praticamente certi, poiché "si possono denunciare i furti, gli scippi, persino le rapine ed alterare il risultato finale. Tuttavia, non è così nel caso di un omicidio". Questo però non significa che la malavita stia perdendo importanza, ma piuttosto che i criminali si sono resi conto che un omicidio è spesso controproducente. Effettivamente, le complicazioni aumentano vertiginosamente quando si commette un omicidio e i criminali d'oggi tendono ad evitarlo se possibile. Questo si distacca però dagli omicidi perpetrati dalla criminalità organizzata dove gli omicidi vengono decisi in precedenza, mirati e necessari.

Al contrario dell'Italia, che mediamente rimane comunque uno stato sicuro, Germania e Francia riscuotono risultati peggiori. Infatti, in Francia, negli ultimi anni si sono andate creando le famose Bidonville, complessi governati dalla criminalità dove la percentuale di reati è spaventosamente alta e si avvicina al 30% rispetto ai centri urbani o le campagne. Queste zone sono infatti popolate da immigrati e gente povera che porta ad un traffico incessante di droga e prostituzione.

Secondo le ultime statistiche sarebbero infatti 12 milioni i francesi che abitano in zone pericolose della Francia e questo spiega perché le banlieues (periferie) in Francia evocano sempre antiche paure. Per questo, durante le elezioni elettorali francesi, ormai la sicurezza ha preso un posto dominante nei discorsi pubblici per ricevere così più consensi.

La situazione tedesca è invece una via di mezzo tra quella francese e italiana, in quanto sebbene la criminalità sia attorno alla media europea, la polizia tedesca si rivela molto più efficiente delle altre e raggiunge il 55% dei casi risolti. Per questo la Germania resta un paese abbastanza sicuro sebbene si registri un aumento del degrado. Le lesioni personali sono aumentate infatti del 4% e quelle gravi del 5,3%.

La violenza e la criminalità rivestono quindi un ruolo sempre più importante nella nostra società che bisogna cercare di prevenire fin dall'adolescenza cercando di ridurre la criminalità giovanile e cercando di evitare i pestaggi ad opera di bande quasi incontrollate.

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