Discussione:Zimbabwe: è allarme colera

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Sempre colpa occidentale? Ovviamente se togliamo rifornimenti ai paesi questi rischiano anche di non avere i soldi per migliorare il sistema fognario e quindi idirettamente potrebbe essere anche colpa occidentale..Una nazione e' come il corpo di un anaimale:se non alimenti la bocca anche gli organi interni rischiano.

Pensavo già di dover mantenere con i miei contributi una media di 2,5 italiani (pensionati e non). Se devo contare anche gli zimbabwiani mi dovrò applicare un po' di più. Cavolo, perchè non chiediamo ai nostri sindacati di fanci lavorare più ore per salvare il continente nero??
Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo. Confucio
(onestamente sposterei la discussione in "opinioni") Lord Hidelan 13:21, 4 dic 2008 (CET)[rispondi]

Stai certo che se quei soldi non sono andati a quei poveri cristi tu lo stesso li avrai versati per altre cose forse piu' futuli..Ed in piu' bisogna considerare che se quelli stanno in quella situazione e' proprio perche' non si e' messo riparo ai danni di un sistema colonialista che si e' trasformato in colonialismo delle multinazionali..L'occidente guadagna sulle loro spalle e non deve cacciare nulla per aiutarli?..

Mantenerli in uno stato servile, è questo che vuoi se vuoi continuare a inviare tributi. 150 anni di unità d'Italia non hanno insegnato nulla sui finanziamenti a pioggia verso le aree svantaggiate? Faccio inoltre notare che occidente e multinazionali non sono sinonimi. Al di là di questo, Mugabe è un marxista lelinista: quindi il suo governo è molto meglio delle plutocrazie occidentali, non trovi? Lord Hidelan 13:38, 4 dic 2008 (CET)[rispondi]

Visto che la pensi così allora lasciamoli al loro destino.

Tu l'hai detto, non io. Lord Hidelan 14:08, 4 dic 2008 (CET)[rispondi]

mah!!


Il problema è che l'Africa, da qualche centinaio di anni, NON è mai stata lasciata 'a se stessa'. Qualcuno ricorda la guerra in Katanga? Hutu e Tutsi sono stati esasperati ad arte durante il periodo coloniale, prima erano molto meno distinti e nemici tra di loro. Quando il periodo coloniale è finito, gli Europei, che piaccia o no, si sono lasciati dietro mine tali da non agevolare la nascita dei nuovi Stati.

Avete notato quante nazioni del M.O. e dell'Africa hanno confini disegnati col righello? Provate ad immaginare perché. Tagli in due vallate, villaggi, etnie. Causi guerre civili e le alimenti con i mercenari e i fornitori d'armi. Corrompi i deboli e incapaci leader locali, quando non ce li metti direttamente. E così qualche decennio dopo, con la complicità della Banca Mondiale e dell'FMI, nazioni intere sono a terra, costrette a liberalizzare alla Suez l'acqua, a esportare monocolture che subiscono ogni sorta di speculazione, vedi il caffé, il cotone, il tabacco, ecc. ecc.

Alla fine ti ritrovi nazioni intere piegate su se stesse, che non hanno più niente: acqua privatizzata, miniere privatizzate, petrolio, caucciù, legno presi direttamente dai concessionari esteri. Che adesso si sono messi in testa di affittare per 20-99 anni regioni intere dell'Africa, così come andare a fare la spesa, per due lire.

Le monoculture distruggono l'ambiente, la biodiversità, la piccola proprietà agricola e lo spazio per gli allevamenti. Siamo arrivati al punto che i Ghepardi non hanno più spazio per cacciare in Namibia, dove ci sono spazi sterminati attualmente in via di 'privatizzazione' con tanto di recinti. Nel frattempo la Cina sta demolendo la foresta tropicale congolese. E tutto questo è colpa sempre dei 'negroni', noi siamo troppo buoni 'che li manteniamo'. Andiamo a vedere da dove il ricco Occidente (e Oriente) pigliano grosse fette delle loro ricchezze e poi ce lo ridiciamo chi è che mantiene chi. Lasciate perdere le cazzate che sentite dire a Calderoli, Borghezio e Castelli, quelli stanno lavorando anche per impoverire anche l'Italia del Sud, figuriamoci cosa gliene frega dell'Africa se non per fomentare la paura dell'Uomo Nero. Ps questo sarebbe un sito d'informazione, sarebbe meglio cominciare ad informare con più impegno sulle tante menzogne che ci propinano ogni giorno. Non è per raccontare verità di comodo, o di parte: ma è proprio che di certe cose si cominci a parlare con un minimo di senso critico, e magari anche di coraggio visto che sono verità inevitabilmente scomode. Ma lo erano anche quelli che dicevano 30 anni fa che l'amianto o il fumo facevano venire i tumori, giusto?--Stefanomencarelli (talk) 16:46, 4 dic 2008 (CET)[rispondi]

Il problema è che ce ne siamo andati troppo presto (decolonizzazione precoce) senza formare la classe dirigente/economica che potesse mandare avanti il sistema senza di noi. Lord Hidelan 16:51, 4 dic 2008 (CET)[rispondi]

Il problema che bisognerebbe analizzare bene e' perche' dopo duemila anni di storia in cui si e' parlato e si continua a parlare del prossimo,di umanita' etc.e si sono scritti libri e stralibri su questo argomento, i popoli sono ridotti ancora in queste condizioni..Oggi se gli africani,i sudamericani ed i popoli orientali sono in queste condizioni dipende esclusivamente dal fatto che di umanita' si parla solo e che sono pochissimi quelli che seguono realmente i veri principi di umanita' ed altruismo..Ognuno di noi tende esclusivamente al proprio interesse personale. Ora domandiamoci:ci sarebbe stata la crisi attuale se i popoli poveri avessero avuto un minimo di ricchezza? Ora qualcuno rispondera' quasi certamente che se fossimo tutti ricchi a quest'ora la terra non basterebbe per tutti.E la risposta sarebbe giusta se non eliminassimo l'ingordigia umana che e' un'altra piaga sociale.Ma l'altruismo ha anche insito in se il controllo della propria ingordigia.



Quando 2-3 anni fa il Niger è andato in crisi servivano 11 mln di dollari per sfamare la popolazione colpita dall'avanzata del deserto, vi pare? non li hanno trovati. E quando il Kenya meridionale è andato in siccità servivano 96 mln di dollari per salvare la situazione, ma ne hanno trovati solo 32. Spesa militare mondiale: oltre mille miliardi di dollari. Valutate voi.

Per esempio, se qualcuno ha visto le Iene, è una cosa che mi è rimasta particolarmente impressa. Quando Matteo Viviani è andato dagli indios che girano per quello che resta della foresta amazzonica. Il capo della tribù di indiani ('naturisti'..), ha raccontato di come sono arrivati i missionari. Gli hanno subito messo ansia sulla necessità di capire il peccato e la necessità di salvare l'anima. Nel frattempo gli hanno distrutto la foresta e annichilito la cultura, tanto che molti indios si sono civilizzati e vivono ai margini delle città, mentre altri sono tornati nella foresta a difendere quello che ne resta: la foresta è quello che siamo, quello che respiriamo, è tutto. Un giorno hanno trovato dei boscaioli a tagliare molti alberi. Gente che magari a sua volta è qualche poveraccio, indio, mandato a fare il tagliaboschi. Guerre tra poveri. Ma chiunque fossero, stavano tagliando molti alberi e i guerrieri ne hanno uccisi tre. Non fanno complimenti, con le cerbottante al curaro hanno una mira micidiale. Ma nulla che competa con le malattie: quando sono arrivati i 'bianchi', gli hanno portato qualche cianfrusaglia e se li sono ingraziati. Poi hanno costruito una città, hanno portato lavoratori stranieri. Hanno portato le malattie che già nell'america del XVI secolo avevano ucciso il 90% degli indios.. anche adesso le tribù isolate sono mortalmente esposte ad influenza, morbillo e altre malattire sconosciute. Accade anche adesso, nel XXI secolo.

La morale della storia era più o meno questa: mentre i missionari gli dicevano di pensare alla vita dell'aldilà, i fazenderos gli hanno fottuto la vita dell'aldiqua: la loro foresta, le loro tribù, la loro cultura, le loro vite. Pensate che bel guadagno che hanno fatto ad incontrare 'la civiltà'. E il massacro dell'Africa e dell'America latina è in buona misura un massacro culturale, non solo fisico. Nel mondo globalizzato gli indigeni finiscono spesso nelle bidonville a ubriacarsi e a morire di tbc, così finiscono culture millennarie che se ne stavano bene finché non li abbiamo incontrati. Per un approfondimento artistico suggerisco La foresta di Smeraldo.



Rileggevo tempo fa un articolo di Natura Oggi, su di una popolazione di africani che una ventina d'anni fa circolava in Africa. Erano delle persone bellissime, alte, statuarie, figlie di chissà quale cultura ancestrale. Vivevano in una zona che poi è diventata teatro di una delle tante guerre dimenticate. Chissà che ne è di loro? Era un popolo di poche centinaia di persone, giusto quante ne affogano in due o tre barconi diretti a Lampedusa, o ne muoiono attorno ai campi profughi in Darfur. Non facciamoci fregare dalla retorica della crisi, ogni scusa è buona per prendersi l'Africa e dimenticarsi degli africani. Prima almeno erano colonie, ora non sono nemmeno quelle: non-Stati preda dei criminali (Somalia, Sudan ecc) o di multinazionali che stanno premendo per privatizzare l'acqua e imporre sementi OGM con il copyright incorporato, e magari il maledetto biofuel che è l'ultimo insulto a chi sta a morire di fame e inedia.--Stefanomencarelli (talk) 20:55, 4 dic 2008 (CET)[rispondi]

Interessante questa discussione, ma alla fine siamo costretti a chiederci:a cosa serve solo parlare o scrivere mentre il mondo soffre?.Attendiamo altri 2000 anni e vedremo la letteratura dove ci portera'.